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Mac alle crociate

L'esercito dei rivoluzionari di PowerPC è pronto a sfidare le schiere dei lealisti di Windows. Nessun colpo sarà vietato. Vinca il migliore.

Apple, Canon, IBM, Motorola, da una parte. Compaq, Dell, Intel, Microsoft dall'altra. I primi sbandierano il successo di PowerPC (quasi 150.000 PowerMac venduti in un mese, 300.000 processori venduti in tre mesi). I secondi sostengono che il mercato continuerà ad essere dominato dall'architettura Intel 80x86, e si raccolgono dietro alla bandiera Pentium (600.000 esemplari nel primo anno).
La guerra sembra totale. IBM ha deciso di adottare il progetto di Cyrix (un clonatore di chip Intel) per le sue macchine che ancora usano l'architettura Intel. Intel ha ridotto i prezzi del Pentium molto più di quanto chiunque reputasse immaginabile (a 400 dollari l'uno -- un anno fa la cifra era più che doppia), e Motorola ha risposto offrendo il PowerPC 603 a 160 dollari (la cifra che Intel chiede per un 486 DX 33).
Qualcuno gioca su più tavoli, nella speranza di vincere comunque: Compaq sta sviluppando, pare, una macchina PowerPC, anche se si dichiara certa del successo delle sue macchine DOS-Windows e conta di divenire il primo venditore mondiale di personal computer entro il 1996, superando IBM e Apple. Microsoft è la software house delle macchine Intel, ma non rinuncia a sviluppare per PowerPC: si limita a proporre i prodotti per il processore avversario con qualche mese di ritardo.
Il campo di battaglia è mondiale: IBM ha ottenuto dal ministero dell'industria cinese una dichiarazione di supporto all'architettura PowerPC. Intel ha fatto partire una campagna pubblicitaria in tutto l'occidente del valore di 160 milioni di dollari, a colpi di Pentium che appaiono,volanti, anche sui televisori di chi ignora tutto della guerra dei chip.


Morti e feriti

I generali urlano ordini alle truppe, quelle eseguono come possono. Gli svarioni non mancano: l'animazione del Pentium volante che citavo è stata realizzata con un PowerMac. E chi avesse osservato con attenzione la pubblicità di Intel apparsa proprio su Macworld avrebbe notato più di un errore di stumpa. Oso supporre che anche gli uomini di Apple abbiano fatto i loro errori, e mi spiace di non poterne riferire per il divertimento dei miei lettori: il mio seggiolino di corrispondente di guerra è più vicino alle linee Apple che a quelle altrui, e da qui non vedo tutto.


La propaganda

PowerPC non è compatibile con niente, dicono al Minculpop del campo Intel. Tutto il software che esiste va fatto girare attraverso emulatori, che offrono velocità buone ma non entusiasmanti. E non hanno torto!

I PowerMac possono però usare tutti gli applicativi Macintosh e tutti gli applicativi Windows, ribattono da questa parte: provateci un po' con le altre macchine. Non hanno torto neppure loro.
La battaglia sarà decisa altrimenti: PowerPC è oggi più veloce, economico e -- nel futuro prossimo -- crescerà molto più di quanto sia possibile al sistema Intel, basato su presupposti in parte obsoleti. Ma il consorzio PowerPC non potrà vincere la battaglia sinché non riuscirà a standardizzarsi su un singolo sistema operativo, il più possibile evoluto, sotto le cui bandiere si riuniscano tutti gli sviluppatori che si arruolano nel nuovo esercito. Per ora, i consorziati litigano.


Armi sempre più potenti

Squilli di trombe a destra, stendardi sventolati a sinistra. Ecco il campo Intel sfoderare il processore 486 DX 4 a 100 MHz (interni, e solo 25 esterni), che sferra un attacco devastante sull'ala portatili. I PowerBook ne soffriranno? Il 68040 da 33 MHz, che Apple e Motorola hanno lasciato a difendere le postazioni, subisce il colpo. Gli alleati presentano il PowerPC 603 da 100 MHz (interni, 50 esterni): il contrattacco sembra imminente. Intel scatena i bombardieri Pentium da 100 Mhz, gli alleati rispondono con il 601 di pari velocità. Dietro li linee si scaldano il P54 (Pentium rivisto) e il PowerPC 604. A metà '95 entrerà sul campo il carro armato P6 (figlio di Pentium), che si scontrerà con PowerPC 620 (una belva da -- pare -- 400 MHz di velocità).
Restate collegati con noi per scoprire chi vincerà la guerra dei chip. CNN insegna: la guerra è uno spettacolo se vista dal salotto di casa.