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Irretito

Scrivo questo pezzo malvolentieri. Avevo dedicato qualche riflessione al rapporto tra Internet e Macintosh nello scorso numero, e mi ero ripromesso di non parlarne più per qualche tempo; ma una serie di annunci mi ha costretto a riflettere. Ho così maturato una opinione un po' differente da quella che esponevo lo scorso mese, che forse vale la pena di esporre.


Premessa

Nessuno è ancora riuscito a dimostrarsi imprenditore di successo su Internet. Gli utenti della Rete delle Reti sono abituati a ricevere gratuitamente qualsiasi servizio, ed è un po' difficile arricchirsi fornendo prodotti a prezzo zero. Non impossibile, come dimostra l'esistenza delle TV commerciali, ma certamente non facile.
Viceversa, se voi -- individuo, multinazionale o qualsiasi cosa in mezzo, non importa -- avete qualcosa da comunicare al mondo, allora Internet è una scommessa che non potete trascurare. Se una ditta artigiana di Bagnara Calabra avesse sviluppato un processo innovativo per uccidere i tarli nei mobili di noce; se un laboratorio di Ceriano Laghetto avesse sviluppato un sistema automatico per tradurre dal tartaro all'urdu... tutti costoro avrebbero innanzitutto il problema di contattare i potenziali clienti ovunque nel mondo, e per ciascuno di loro Internet sarebbe soluzione ideale.
Tutto questo è (a) estremamente interessante, e anche (b) meno rivoluzionario di quanto l'attuale Internet-mania potrebbe far credere.


Apple

I Macintosh sono gli strumenti più utilizzati nel mondo da chi crea e pubblica informazioni. L'editoria, come sappiamo, è egemonizzata da Mac. Tutti i produttori significativi di CD-ROM e titoli multimediali (a partire da Microsoft) lavorano su Macintosh. Il desktop video, nuovissima tecnologia, mostra chiari segni di dominanza Mac.
Da questo punto di vista non dovrebbe essere una sorpresa la scoperta che il Mac ha una importanza spropositata su Internet; che la presenza percentuale di Mac sualla rete è molto maggiore della sua diffusione in altri contesti; che molti innovativi programmi di rete vengono realizzati innanzitutto su Macintosh, o esclusivamente su Macintosh. Eppure, in qualche modo, è una sorpresa; dipenderà forse dal fatto che questi ultimi mesi ci hanno abituati alle cattive notizie, e resi scettici.
Eppure è vero. Dirò di più: alcune grandi aziende che avevano deciso di abbandonare Apple -- quando la grande campagna pubblicitaria su Windows 95 aveva obnubliato il raziocinio e confuso le menti -- stanno tornando sui loro passi. I manager si sono resi conto che un centro tra i più nevralgici delle loro imprese -- quello addetto alla concentrazione, rielaborazione e diffusione delle notizie -- non può essere altro che Mac-centrico.
Conseguenza : un mercato nuovo, in rapida crescita, e non ancora compromesso, è pronto per essere raccolto da Apple. Che, speriamo, per una volta sfrutterà l'occasione.


Diatribe

Nelle ultime settimane, una bella discussione ha animato la conferenza Clipboard, che il sottoscritto modera sulla rete OneNet. Alcuni (tra cui il sottoscritto) sottolineavano l'assoluta convenienza per una azienda italiana di piccole o medie dimensioni, di realizzare un sito su Internet, semplicemente acquistando un Mac ad hoc. Altri suggerivano che un sistema Unix sia irrinunciabile.
Un Apple Workgroup Server, usando Open Transport, può gestire sino a 150 contatti al secondo. Per carichi superiori basta aggiungere più Macintosh in parallelo al primo. Oggi la BMW gestisce 500.000 contatti al giorno usando Mac; analogamente si comportano Blockbuster, la piu' grande catena al mondo di videonoleggi, e la Warner Brothers.
Perché, allora, alcuni personaggi suggeriscono Unix? un PC che monta Unix si può installare per qualche lira in meno di un Apple Workgroup Server equipaggiato -- questo il motivo ufficiale. Il fatto che il consulente debba poi lavorarci dieci volte di più e venire richiamato ben più di frequente potrebbe però avere qualche significato.