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Un discorso sui dischi

Singola faccia o doppia faccia, alta o bassa densità, rigido o floppy, estraibile o fisso, Worm e Cd/Rom... Come raccapezzarsi nel diluvio di dischi di ogni forma e tipo che ci circondano? L'Accomazzi vi aiuta a chiarirvi le idee.

La prima unità a disco prodotta da Apple Computers era la gloriosa Disk II, progettata interamente da Steven Wozniak, e capace di memorizzare ben 140 Kbyte di informazioni su un dischetto da cinque pollici e un quarto. Oggi lavoriamo con dischetti Zip da 250 MB, ovvero 1.750 volte più spaziosi, ma nel 1980 la capacità standard dei dischi si aggirava attorno agli 88 Kbyte e il Disk II rappresentava una innovazione tecnologica di notevole portata. Ancora oggi consideriamo il lavoro compiuto da Woz in quella occasione un capolavoro di ingegneria; tant’è che quegli stessi circuiti, ovviamente miniaturizzati, sono contenuti in tutti i Macintosh odierni dotati di unità a floppy.
Apple introdusse le prime unità a disco di formato tre pollici e mezzo, i floppy disk a custodia rigida e con lo sportellino in metallo che oggi tutti i PC hanno adottato, nel 1984, con Macintosh.

Quando inseriamo un dischetto vergine in un lettore di dischi, appare una finestra di dialogo che ci invita a formattarlo -- ovvero a prepararne in contenuto per accettare i nostri documenti. Lo stesso varrebbe per un disco Zip, Jaz o di altro tipo, se non fosse che normalmente questi dischi vengono venduti pre-formattati.
Nel dialogo di formattazione appare anche una icona che vi segnala dove si trova il dischetto su cui stiamo operando. Questo stratagemma venne inventato a metà degli anni Ottanta, quando era possibile avere più lettori di floppy collegati allo stesso Mac. Ad esempio, in figura vediamo che l’operazione sta per essere compiuta sul disco che si trova nell’unità superiore di un Macintosh SE con due lettori di dischetti incorporati.


Il SuperDrive

I primi floppy da tre pollici e mezzo ospitavano solo 400 o 800 KB. Alla fine degli anni Ottanta apparvero però dischi capaci di 1440 Kbyte. Per distinguerli, i produttori li caratterizzarono con due forellini quadrati, a sinistra e a destra in alto. I vecchi dischetti capaci di 800 Kbyte avevano il solo foro di destra.

Se introduciamo in un Mac un dischetto (o uno Zip, o un Jaz) creato sotto Windows, possiamo usarlo. Se facciamo il contrario, invece, il PC non riesce ad usarlo e chiede di distruggerlo. Per comprenderne le ragioni dobbiamo introdurre il concetto di file system.


Il file system

Chiamiamo file system un insieme di convenzioni adottate da un calcolatore nell’archiviare dei dati su disco. Ad esempio, su Macintosh le regole del gioco permettono di dare un nome lungo sino a 31 caratteri ai documenti. Windows offre 255 caratteri, ma solo sui dischi rigidi: sui CD-ROM ne accetta al massimo 8.
Un tempo, ogni sistema operativo per calcolatore aveva un proprio file system, e tutti i file system erano incompatibili tra di loro. Così, ad esempio, un personal computer che usa Windows può riconoscere solo i dischi creati con il file system Windows.
Fortunatamente per noi, nel mondo Apple le cose sono di gran lunga più flessibili. Quando ha creato il sistema operativo di Macintosh, Apple ha previsto la possibilità di affiancare al file system nativo, (che si chiama Hfs), anche file system stranieri. In figura vediamo i documenti che ciascuno di noi ha nella propria cartella di sistema e che permettono a Mac di leggere i CD audio e i CD del PC. Dunque, quando inseriamo nel lettore di Cd collegato a Mac un Cd di formato PC esso appare sulla scrivania come un normale floppy disk, e come con un qualunque disco ci è possibile aprirlo, scorrere le icone che contiene, copiarne qualcuna, e buttarlo nel cestino quando non ci serve più. Sussistono due sole limitazioni: il disco appare, ovviamente, protetto contro la scrittura, visto che non è possibile scrivere su un compact disk; e le icone che vediamo sono solamente le icone generiche, e ciè le icone di applicazione, documento e cartelletta.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.