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Penso dunque suono

Macintosh nasce nel 1984 già dotato della capacità di produrre suoni di buon livello: quattro generatori d’onda indipendenti possono sintetizzare musica o parlato attraverso l’altoparlantino incorporato o inviare il suono al jack mono sul retro della macchina. I programmatori possono dare in pasto a Macintosh suoni digitalizzati sino a 22 KHz (e cioè 22.000 campionamenti al secondo), fanno uso del Sound Driver - uno dei componenti del sistema operativo Macintosh - per sintetizzare brani musicali, e possono facilmente dotare Mac di parola utilizzando MacInTalk, un modulo opzionale del sistema operativo che Apple licenzia per pochi soldi.
In effetti, l’attenzione dedicata alle applicazioni sonore dell’informatica da casa Apple è tradizionalmente tale e tanta che qualche anno or sono essa venne denunciata da un ex-Beatle per furto di marchio registrato. Gli amanti della musica (che, guarda caso, si chiamano melomani) ricorderanno infatti che la casa discografica dei Beatles si chiamava proprio Apple.
Ma torniamo ai computer... Per vedere un netto miglioramento in questo stato di cose, che ancora oggi caratterizza i Macintosh sino ai modelli Plus ed SE compresi, dobbiamo attendere l’avvento dei Macintosh II, che introduce sostanziali migliorie sia nella circuiteria, lo hardware sonoro, sia nel software di sistema.


Il suono dopo System 7

Con i Macintosh II, alla fine degli anni Ottanta, Apple introduce Apple Sound Chip, un componente realizzato dagli ingegneri Apple per minimizzare l’intervento del processore centrale di Mac nella generazione del suono. Infatti, mentre la gestione di una musica o la lettura di un testo tramite MacInTalk richiedeva circa il 50% del tempo macchina ai Mac precedenti, Apple Sound Chip (più in breve, Asc) gestisce da sé tutti i compiti relativi. La CPU della serie 68000 si limita ad effettuare una richiesta ad Asc, ed esso gestirà senza alcun altro intervento della CPU quattro voci stereofoniche, e per di più capaci di riprodurre suoni campionati sino a 44 KHz (guarda caso, è la stessa fedeltà di un Compact disk). Il jack audio presente sul retro della macchina ora è stereo. L’altoparlante incorporato resta pressoché invariato: in un Mac SE/30 esso riceve e diffonde il suono generato su entrambi i canali, mentre nei Mac II è logicamente connesso al solo canale di sinistra.
Contemporaneamente, nel software di sistema fa la sua comparsa il Sound manager, uno strumento software di gran lunga più evoluto e sofisticato del vecchio Sound Driver. Sound manager sa gestire al meglio Asc, ma ottimizza anche le prestazioni della circuiteria audio su un Mac della generazione precedente. Il Sound manager incorporato nel software di sistema sino alla versione 6.0, però, ha ancora qualche limitazione: non gestisce il suono stereo né la variazione di ampiezza dell'onda suonata: entrambi sono possibili alla circuiteria di un Mac II. Queste limitazioni sono superate nella versione 7 del sistema operativo.
Con il System 7 viene finalmente rimpiazzato anche il vecchio MacInTalk, sostituito da un modulo che sfrutta meglio le capacità dei Mac più recenti, restituisce un parlato più nitido e fedele a quello reale, e non è limitato ai soli fonemi della lingua inglese.
La divisione ricerca e sviluppo di Apple ha recentemente divulgato i risultati di uno studio sull’importanza del feedback auditivo alle nostre azioni. Quindi, se a ogni nostra azione corrisponde una reazione sonora del computer, ci risulta più semplice apprendere l’uso del computer. Per questo motivo, Apple ha aggiunto al Mac OS dalla versione 8 in avantila capacità di emettere un suono caratteristico in corrispondenza di ogni azione. Trascinando una icona, si sente il rumore di un oggetto spostato su una superficie. Lasciamo cadere una icona nel cestino o in una cartella? Il Finder risponde emettendo un “thump”. Clicchiamo sulla sbarra dei menu? Si sente scendere il menu selezionato.


Il suono oggi e domani

I Macintosh possono venire dotati anche di un microfono digitale: l’equipaggiamento si presta a numerose applicazioni, tra le quali spicca il riconoscimento del parlato. In un futuro non lontano potremo utilizzare i comandi impartiti a voce insieme al mouse e alla tastiera, e in seguito diverrà possibile utilizzare semplicemente il nostro linguaggio parlato per comunicare con il nostro computer. Immaginate quanto sarà piacevole utilizzare una applicazione di trattamento testi - un word processor - al quale potremo dettare le nostre lettere, i rapporti... e gli articoli.


Music and lights

Come possiamo sfruttare al meglio le capacità sonore che già oggi caratterizzano il Mac? Svariate piccole applicazioni (come SoundWave e SoundCap), Cdev (come il Sound fornito da Apple), Init (come SoundMaster), quasi tutte distribuite nella forma dello shareware, ci permettono di registrare un suono e utilizzarlo come beep o come effetto sonoro in genere. Quando avete un suono digitalizzato che desiderate usare vi sarà necessario convertirlo dalla forma binaria (caratterizzata di solito da un icona con la forma di un onda sonora) potrete convertirlo in risorsa usando SoundWave, e magari usarlo come beep (basta copiarlo dentro il pannello di controllo "Suono").
Vi sono due differenti formati di risorse sonore: le risorse snd di tipo 1, usate nel System per i beep e che possono essere anche piuttosto complesse, poiché fanno uso esteso delle capacità del Sound manager, e quelle di tipo 2, usate entro Hypercard, tipicamente semplici suoni digitalizzati. In genere non è necessario preoccuparsi dei formati, dato che le applicazioni che usate ci pensano per voi. È disponibile uno strumento software per gli sviluppatori, chiamato Mace (Macintosh audio compression and expansion), che permette di comprimere i suoni digitalizzati a una frazione dello spazio normalmente occupato.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.