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Vecchio Mac

Quando si cambia calcolatore, spesso ci si rende conto che la vecchia macchina è invendibile (o, comunque, il suo prezzo di mercato è così basso che non vale proprio la pena di darsi da fare per trovare un possibile acquirente). Oppure, più semplicemente, si è restii ad abbandonare il fedele compagno di lavoro che ci ha accompagnati per diversi anni. In questo articolo proporremo alcuni possibili usi per un Macintosh vecchio sì, ma non ancora fuori combattimento.


Il cannibalismo

Dietro a questo termine un po’ macabro si nasconde una pratica concepita durante la seconda guerra mondiale: chi si ritrovava in porto quattro navi da guerra, tutte danneggiate, ma tutte colpite in modo diverso, usava i componenti di una per riparare le altre tre, ottenendo così tre navi funzionanti ed una inutilizzabile.
Analogamente, alcuni pezzi di un vecchio Macintosh possono venire riutilizzati in congiunzione con il modello più recente. Questa è l’unica soluzione per chi ha cambiato calcolatore spinto da un guasto irreparabile (o economicamente svantaggioso a ripararsi) del modello precedente.
Cosa si può recuperare da un Mac divenuto inutilizzabile? Le periferiche — stampanti, lettori di cartucce, monitor, scanner, dock (nel caso dei Duo) — ma anche, perché no, la tastiera.
A proposito di monitor: un Macintosh non si avvia se non è collegato ad almeno un monitor. Sembrerebbe così che un vecchio Mac, se privato del suo monitor (che viene lasciato in eredità al suo successore) divenga immediatamente inutilizzabile. Non è così: in vendita per poche migliaia di lire esistono cavetti che, collegati alla porta video di Mac, lo convincono che un monitor esiste, e gli permettono di lavorare (ovviamente, non agli ordini di una persona, ma controllati da un programma).
Un nuovo mouse viene fornito con tutti i Mac che escono dalla fabbrica, e dunque non il fedele roditore non viene solitamente riciclato.
Discorso a parte per le memorie: Apple ha cambiato per due volte in tempi recenti il formato fisico delle espansioni di memoria accettate dalle sue macchine, seguendo un po’ la tecnologia e un po’ il mercato: dai SIMM-30 ai SIMM-72 ai DIMM. È dunque difficile recuperare la memoria di un vecchio Mac. Ed è questo uno dei motivi per i quali gli studi grafici sono restii a cambiare calcolatore: spesso l’investimento in RAM superava addirittura quello per la macchina stessa. Fortunatamente, oggi i prezzi delle memorie sono enormemente più bassi che in passato (abbiamo visto alcune offerte speciali da 20.000 lire per MB, quando un anno fa 100.000 lire erano la norma).
E il disco rigido? Tipicamente il progresso tecnologico rende ben presto inappetibile il disco interno di un vecchio Mac: i modelli da 40 e 80 MB di qualche anno fa oggi fanno proprio ridere. Se, però, il vostro vecchio Macintosh contiene un disco rigido di dimensioni ancora apprezzabili, ricordate che sono in vendita “gusci” SCSI forniti di alimentatore: inserendo la meccanica del disco in una di queste carrozzerie si ottiene un disco esterno perfettamente funzionante.


La cascata

Nelle aziende, la soluzione migliore per rimpiazzare un Macintosh è quella detta “a cascata”. In una ditta immaginaria di cinque persone (un grafico, un direttore commerciale, un direttore marketing, un impiegato e una segretaria) si potrebbero trovare cinque Macintosh, dove naturalmente la macchina più potente spetterà al grafico — che deve manipolare grandi quantità di dati — e quella più anzianotta e limitata spetterà alla segretaria, che tipicamente ha semplicemente bisogno di un programma di trattamento testi neppure tanto potente per scrivere corrispondenza e comunicazioni.
In condizioni del genere, vale la pena di procedere periodicamente all’acquisto di una macchina nuova, assegnarla al lavoratore che richiede le prestazioni migliori (il grafico, nell’esempio) e far scorrere le macchine di un gradino. Così il calcolatore del grafico andrà al direttore commerciale, quella del direttore commerciale al direttore marketing e così via sino alla segretaria. Sarà il Mac più vecchio dei cinque, a questo punto, a venire scartato: e tutti guadagneranno una macchina più potente di quella che avevano. Certo, bisogna sacrificare una giornata di lavoro o giù di lì a trasportare i documenti dal calcolatore ceduto a quello acquisito, ma ne vale la pena.


Server

Server di stampa
Questa è una idea probabilmente più adatta a un piccolo ufficio, anche domestico, che a una azienda. Se utilizzate stampanti locali (come le StyleWriter, la LaserWriter 300 o la LS) avrete indubbiamente notato che, durante le fasi di stampa, il calcolatore rallenta. Ciò accade perché è il Mac che deve controllare la stampante, priva com’è di intelligenza propria.
Si può impiegare un vecchio Macintosh perché si sobbarchi i tempi di stampa, liberando così l’altra macchina (o le altre) da questo compito. Per farlo, si collega la stampante al vecchio Macintosh, usando la porta modem. In Scelta Risorse, si seleziona la stampante e si indica la porta alla quale è collegata; cliccando poi il pulsante “Opzioni” si seleziona l’opzione “Condividi questa stampante” (vedere “La stampante è tua”).
Il nuovo Mac, e tutti gli altri calcolatori in uso, vanno poi collegati al vecchio calcolatore attraverso una rete locale. Chi usa un solo calcolatore (un nuovo modello che abbia rimpiazzato il vecchio ancora funzionante) può realizzare una rete locale usando semplicemente un cavetto identico a quello della stampante, del costo di 15.000 lire circa, e collegando tra loro le porte stampante delle due macchine: non serve altro.
Il Mac principale vedrà la stampante da Scelta Risorse selezionando l’opzione “server”.

Server fax
Il vecchio Macintosh può venire usato come fax, in maniera analoga a quanto abbiamo visto nel paragrafo precedente. Anche in questo caso, useremo la porta modem del vecchio Mac, ma questa volta lo collegheremo a un fax/modem (si trovano modelli usati da 2400 baud, che possono funzionare da fax alla stessa velocità di un fax vero, per poche decine di migliaia di lire). Anche in questo caso servirà una rete locale per collegare il vecchio Mac ai suoi fratelli maggiori in servizio permanente effettivo.
Sul vecchio Mac andrà poi montato un pacchtto software per fax di rete. Ne esistono almeno due dal prezzo modesto e dall’efficacia provata: FaxSTF versione 3.3 e Apple Telecom (gratuito con mac OS 8.0 e 8.1, non funziona con le versioni più recenti).
I Macintosh principali vedranno in Scelta Risorse il vecchio Mac come una stampante. Nella finestra di dialogo Stampa apparirà anche uno spazio in cui inserire il numero di fax destinatario. Quando si preme il pulsante “Stampa”, il Mac principale invia i dati del documento al vecchio Mac, usando tutta la velocità della rete locale. Anche se ci limitiamo alla vecchia — e gratuita — LocalTalk stiamo parlando di un sistema ventiquattro volte più veloce nel trasferire i dati rispetto a un fax vero. Dunque il nuovo Mac ritornerà produttivo in una frazione del tempo che sarebbe stato richiesto se si fosse occupato esso stesso dell’invio. Il vecchio Mac penserà ad inviare il fax, riprovando se trova occupato e mettendo in coda eventuali altre comunicazioni.


La soluzione migliore

Se nessuna di queste proposte vi attira, o vi fa comodo, prendete in considerazione la soluzione più semplice, e forse anche più utile nel lungo periodo: la beneficenza.
Esistono in Italia centinaia di associazioni di volontariato, che debbono cavarsela con fondi risicatissimi e che perseguono missioni ammirevoli. Ci sono poi le scuole, che spesso sono prive di laboratori di informatica: in particolar modo le elementari, ancora prive di strutture per oltre il 90%. E, perché no, movimenti e partiti politici per i quali provate simpatia.
In tutti questi casi un vecchio Macintosh, specie se accompagnato da una piccolissima dotazione software e hardware di cui voi non fareste più uso, può essere ancora molto utile. E non dimentichiamo un benefico effetto collaterale: ogni Mac in circolazione, in un luogo visibile al pubblico generico, aumenta la visibilità delle tecnologie Apple. Sono ancora tantissimi i consumatori che non conoscono i pregi di Macintosh rispetto alla concorrenza, e se ciascuno di noi fa qualcosa per migliorarne la posizione, le conseguenze positive sull’intero mondo Macintosh non possono mancare.