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Vita col portatile

Chi usa il portatile durante lunghi viaggi desidera naturalmente far durare le batterie il più a lungo possibile. Naturalmente è sempre possibile comprare una o due batterie extra e portarle con sé.
Vediamo però come far durare al massimo una batteria esistente.
1. L’illuminazione dello schermo.
Una luminosità molto elevata è la prima causa da sospettare quando si nota che la batteria si prosciuga in fretta. La retroilluminazione dello schermo del portatile non deve essere esagerata: ritoccando il contrasto si può quasi sempre trovare accettabile un livello di luminosità a metà scala. In un ambiente illuminato dal sole si può spegnere del tutto la illuminazione e spostarsi in modo che la luce solare batta direttamente sullo schermo: questo semplice trucco (che non funziona con le macchine a colori, che hanno uno schermo troppo spesso) può raddoppiare la durata delle batterie.
2. La velocità di elaborazione
Alcuni portatili basati su processore Intel 486SL o Motorola 68030 possono venire rallentati. Il microprocessore consuma un quarto della corrente se la sua velocità viene dimezzata, e dunque questo semplice trucco è molto efficiente. Se dovete scrivere un articolo durante un lungo viaggio in treno, oppure introdurre dei dati in un foglio elettronico mentre siete in aereo, tanto vale rallentare la velocità di elaborazione. Il calcolatore sarà comunque in grado di tenervi dietro.
3. L’uso continuato
Una batteria che regge quattro ore di uso continuato è in grado di fronteggiare sei ore di utilizzo se dopo ogni mezz’ora di lavoro la si lascia riposare per almeno un quarto d’ora.
4. Le connessioni
Quando si è in viaggio è bene disattivare, se ci sono, le schede PCMCIA e le connessioni di rete: in linea di massima, ogni connettore in uso sul retro del calcolatore risucchia preziosa energia elettrica.
5. L’effetto memoria
Le batterie al Nickel Cadmio, usate sui portatili sino a un paio d’anni fa, e sui modelli più economici a tutt’oggi, soffrono di “effetto memoria” — e cioè perdono capacità se vengono ricaricate prima di essersi completamente scaricate. Potete migliorarne il funzionamento se di tanto in tanto (una volta al mese oppure ogni due mesi) lasciate acceso il portatile sinché le batterie non sono completamente scariche. Se possedete una batteria di riserva, aspettate che quella principale si sia consumata sino in fondo prima di effettuare lo scambio.


L’alimentatore

Se viaggiate all’estero, ricordate che certamente l’alimentatore del vostro portatile può adattarsi anche alla tensione e al voltaggio del Paese straniero. Ma potrebbe esserci un problema di spina: le prese a muro americane, per esempio, sono fatte per accogliere due spinotti piatti ravvicinati tipici di quel Paese. Meglio visitare un valido elettricista prima della partenza, in modo da acquistare un adattatore.


La sincronizzazione dei dati

Molti utenti di calcolatore portatile possiedono anche una macchina da tavolo. Niente di più naturale che iniziare a scrivere una lettera sul portatile e poi desiderare di completarla sul desktop. Se si tiene su entrambe le macchine un elenco di indirizzi e numeri di telefono bisogna curare che una modifica fatta su un calcolatore sia rispecchiata sull’altro.
La soluzione più sempice al problema passa attraverso l’uso dei floppy. Copiate il vostro lavoro su un dischetto e poi da lì all’altra macchina.
Si fa molto prima, però, se i dati vengono trasferiti via cavo. Usando macchine DOS/Windows la soluzione migliore è quella che prevede l’uso della porta parallela o seriale e un programma come LapLink III. Usando portatili Macintosh (i PowerBook), la soluzione migliore sta nell’usare il software e lo hardware di rete che fanno parte di tutti i Mac: basta collegare le due macchine con un cavetto seriale (se possedete una StyleWriter, LaserWriter 300 o LS, usate il cavo della stampante). Poi avviate la rete usando Scelta risorse e copiate i file. Oppure usate il software Apple Filing Assistant, che fa parte di System 7.5.
I Mac portatili possono venire collegati a macchine da tavolo (altri Mac o PC) usando uno speciale cavo SCSI in vendita presso i centri Apple. Quando questo cavo viene usato, il PowerBook fa finta di essere un semplice disco rigido, e potete così copiare i documenti a grandissima velocità. Naturalmente, se il desktop è un PC deve avere una scheda SCSI e il software che gli permette di vedere i dischi Mac.
Se avete un portatile Mac e una macchina da scrivania DOS (o viceversa), e non potete usare il metodo del disco SCSI, le cose si complicano. Anche in questo caso potete create una rete locale e usare quella, ma probabilmente dovrete sborsare qualche soldo per un software di rete mista. Probabilmente in questo caso il sistema migliore è ancora quello dei floppy (ricordate che Mac può leggere e scrivere su dischi PC, ma il viceversa non vale).


Due monitor sono meglio di uno

Se avete solo un portatile, e lo usate anche a casa o al lavoro, potreste desiderare di dotarlo di tutte quelle comodità che lo rendano produttivo quando una macchina da tavolo.
Praticamente tutti i portatili accettano un mouse esterno, e molti possono venire dotati di una tastiera completa di tutti i tasti funzione e del tastierino numerico.
Alcuni portatili, inoltre, possono venire collegati ad un monitor esterno, in modo da lavorare con un display perfettamente leggibile: questo è molto comodo, specie per i possessori di un economico schermo a matrice passiva che sarebbe inadatto all’uso prolungato.
Di solito, quando il portatile viene collegato a un monitor esterno, il monitor piatto incorporato si spegne. In alcuni casi, come ad esempio con gli HiNote 450 di Digital, il monitor esterno e quello interno possono venire utilizzati entrambi, per duplicare l’immagine prodotta: quest è molto utile per le presentazioni.
I PowerBook di Apple possono fare anche qualcosa di più: il monitor incorporato e quello esterno possono venire usati insieme come un unico monitor virtuale più grande, offrendo così uno spazio di lavoro doppio e comodissimo.


Attacca e stacca

Se tenete alla salute del vostro portatile, ricordate che alcune periferiche non andrebbero mai attaccate o staccate mentre la macchina è accesa. Potete attaccare e staccare liberamente le stampanti e i modem, l’alimentatore e le schede PCMCIA. Non potete toccare a macchina accesa il monitor esterno, i dischi rigidi e i floppy esterni. Non c’è regola fissa per mouse e tastiera: consultate il vostro manuale.

Se avete qualche soldo che vi avanza potete regalarvi alcuni strumenti che vi saranno certamente utili. Un fax/modem di bordo, per esempio, vi permette di trasmettere e ricevere fax, e in caso di necessità può funzionare da stampante di emergenza (spedite un fax a voi stessi, all’albergo dove alloggiate...)
Una batteria extra può essere preziosissima per trasformare un viaggio lungo in un tempo ben speso e inoltre — come abbiamo visto — aiuta a prolungare la vita della batteria principale.
Una borsa ben imbottita, infine, può essere vitale per la salute del piccolo calcolatore — specie se è dotato di una di quei meravigliosi, ma fragili, schermi a colori a matrice attiva.

Le più vecchie batterie per portatili sono quelle a base piombo. La loro durata è relativamente modesta, e soffrono di “avvelenamento” (se vengono completamente scaricate non possono più venire ricaricate).
Diffuse sono ancora oggi le batterie al nickel-cadmio. Più capienti delle sorelle a base piombo, le nickel cadmio soffrono di “effetto memoria”: e cioè perdono lentamente capacità se vengono ricaricate prima di essersi completamente scaricate. Per conservare l’efficacia dele batterie bisogna usarle sino in fondo (è facile farlo se se ne possiedono due); in subordine si può scaricarle completamente ogni tanto, almeno una volta al mese.
Ben più sofisticate sono le batterie agli idruri di nickel: ciascuna infatti contiene un microscopico microprocessore che elabora i dati sul consumo mentre viene usata, e fornisce queste informazioni al calcolatore, che ne approfitta per ottimizzare i consumi.
Una curiosità: queste batterie contengono anche un termometro, perché al mutare della temperatura il consumo cambia e il calore va dunque controllato. Per questo motivo, se avete una applicazione che riesce a colloquiare con la btteria potete usare il portatile come il più costoso termometro immaginabile..
Tutte le batterie tendono a perdere efficacia col tempo. In genere si parla di mille cicli di carica-scarica come del loro limite. In pratica, se il calcolatore viene usato quotidianamente vanno cambiate ogni due anni circa.
I portatili più recenti usano batterie agli ioni di litio (analoghe a quelle agli idruri di nickel, ma più leggere e spesso più capienti) e all’orizzonte si intravvedono le nuovissime zinco-aria (ancora più capienti).