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Tutti i Mac dell’universo

Ve lo sarete sentito ripetere anche voi. “Il Macintosh è come il Betamax. Era il migliore, ma poi ha vinto VHS.” Vogliamo parlarne?
Vi stupirò: il paragone tra Betamax e Macintosh non è per niente stupido come sembra. Per un ottimo motivo: il Betamax è vivo e gode di ottima salute. Lo sanno solo gli addetti ai lavori: chi si occupa professionalmente o seriamente di video usa esclusivamente apparecchiature Betamax. Il VHS è un sistema a basso costo per consumatori e nessun professionista lo prende in considerazione.
Può anche darsi che finirà così anche Macintosh. Per alcuni versi è già così. Per esempio, il sottoscritto scrive su riviste di informatica dal 1984; il mio zampino è apparso su quindici testate, divise tra i quattro maggiori editori del ramo. La maggior parte delle riviste parla esclusivamente di PC, ma l’unica cosa che tutte hanno in comune è l’uso di Macintosh in redazione...


Non si può sempre vincere

Negli anni Ottanta io ero certo che la assoluta superiorità tecnica di Mac lo avrebbe portato a conquistare il mondo, spazzando l’empio PC dalla faccia della Terra. I miei colleghi erano altrettanto convinti (anche se oggi non lo ammetterebbero mai: si guadagnano il pane scrivendo di PC sui loro Mac). Oggi mi sono rassegnato. Ho capito che Mac è destinato a un ruolo di nicchia. Costa un po’ di più e questo è motivo sufficiente a renderlo interessante solo per i professionisti. Anzi, meglio: per chi mette la qualità del suo lavoro come primo obiettivo. Tutti gli altri si tengono i loro PC e soffrono sotto il giogo di Windows 95. Buon pro gli faccia, buon lavoro, tanti auguri (ne hanno bisogno).
Io ho cominciato a considerare il mio Mac come un vantaggio competitivo. Gli altri non lo usano? Tanto meglio per me. Se c’è chi vive felice con un computer che richiede il quadruplo di tempo di manutenzione, che si diverta. Io vivo felice, sapendo che le lire in più che ho sborsato quando ho comprato il mio computer si sono ripagate in un paio di mesi, grazie al tempo risparmiato.


I Mac dell’universo

Riflettendo sullo strano destino di Macintosh mi sono convinto che non è poi tanto strano. Sospetto che al mondo esistano una gran quantità di apparecchi, dispositivi, macchine e soluzioni che sono nati con una generazione di vantaggio sulla concorrenza e che non hanno avuto successo proprio perché erano troppo all’avanguardia. Senza essere perfetti, per carità. Diciamocelo, adesso che nessun utente di PC ci ascolta: il Mac è tutt’altro che perfetto. Ha un sacco di problemi. Semplicemente, ci sono molti problemi in meno di quelli che assillano i PC.


Avanti di una generazione

Stavo parlando degli apparecchi che nella loro categoria sono “dei Mac”. Ne ho identificato qualcuno.
In Giappone, Toshiba vende una automobile che fa ventinove chilometri con un litro. Ha due motori, di cui uno elettrico, e un computer di bordo che passa automaticamente dall’uno all’altro in modo da minimizzare i consumi. In città il computer predilige il motore elettrico, in modo da non inquinare; fuori città passa al motore a combustione e ricarica le batterie. Il modello base costa circa ventisei milioni.
Un conoscente che lavora nel campo delle antenne paraboliche per TV mi ha parlato del Nokia Mediamaster. È un ricevitore per la TV digitale. Ha un processore di bordo e una uscita seriale che gli permette di venire collegato a un personal computer: così si può usarlo per ricevere Internet dal satellite. Il suo proprietario lo configura e programma usando una interfaccia a menu e finestre. Il software di bordo viene aggiornato periodicamente: lo si scarica dal satellite, naturalmente.
Un altro apparecchio che ritengo “un Mac” della sua categoria è il router Netopia. Avete un abbonamento ISDN a Internet? Comprate un Netopia e, blam, è diventato un abbonamento automaticamente utilizzabile da tutti i computer della rete. Uno zucchero.