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Telecom, ti odio

“Tutte le telefonate dovrebbero essere gratuite. Presto, entro il 2020 al massimo, lo saranno necessariamente”.
Chi ha pronunciato questa frase così sconvolgente? Un idealista? Un pericoloso estremista? Magari uno degli ultimi rivoluzionari comunisti rimasti al mondo? Ebbene no. Si è trattato di uno dei massimi esperti al mondo di telefonia, che serve da consigliera speciale per le telecomunicazioni del presidente Clinton.

Da qualche anno l’Italia e gli italiani sono soggetti a una fenomenale campagna pubblicitaria da parte di Telecom Italia (e prima ancora da parte della sua precedente incarnazione, la SIP).
SIP. Vi siete mai chiesti che cosa significasse quella sigla? Non certo “società italiana per l’esercizio delle telecomunicazioni”, come la SIP scriveva sulla propria carta intestata. No: stava per “società idroelettrica piemontese”. Giurin giuretta. Re Umberto I, qualche annetto fa, stava cercando una organizzazione a cui assegnare il monopolio dei telefoni. Nessuno voleva interessarsere, e così il sovrano la assegnò per decreto alla società idroelettrica. Che la prese male ma non potè rifiutare. Dimostrando sin dall’inizio di essere male amministrata, per niente previdente verso il futuro, ma nata con la camicia.


Zoom veloce in avanti

Il traffico della telefonia cresce del 7 per cento annuo — principalmente per effetto dei fax. Telecom e le sue sorelle supposero al 25% annuo il tasso di crescita delle comunicazioni digitali. Idiozia più grande non si poteva commettere: per effetto del boom di Internet e di quello delle reti il tasso vero si è assestato tra il 400 e il 700 per cento.
Errore grandissimo ma comprensibile, penseranno alcuni tra i miei lettori. Io rispondo: mica tanto se il vostro mestiere è proprio quello di prevedere e pianificare eventi come questi. Ma andiamo avanti.


Chiamatemi fibra

Immaginate di essere responsabili del cablaggio di una grande città. Gli scavi e la messa in posa di una fibra ottica potrebbero costare un miliardo al chilometro. La fibra, in sè, costerà meno di diecimila lire al chilometro.
Le maggiori società di telecomunicazioni hanno iniziato negli anni ottanta a impiantare dorsali per la telecomunicazione, in fibra ottica. Una fibra può condurre 1.550 megabit di informazioni per secondo. Cosa decidono i dirigenti? Ma è chiaro: sulla scorta delle previsioni di una crescita modesta, e vedendo quanto capiente sia una fibra ottica, decidono di posare una singola fibra. Metterne una decina o un centinaio avrebbe consentito di garantirsi una possibile crescita anche fenomenale, ma avrebbe fatto lievitare i costi. Da un miliardo a un miliardo e centomila lire al km, volete mettere?
Quando un dirigente commette un errore, un tecnico deve rimboccarsi le maniche e rimediare. Oggi esiste una tecnologia chiamata WDM che permette di inviare su una singola fibra da 8 a cento volte più informazioni di quanto fosse possibile negli anni ottanta.


Costo zero

La campagna pubblicitaria Telecom dice che le telefonate in Italia sono tra le più economiche d’Europa. Bella forza, in Europa ci sono ovunque monopoli! È come se un dittatore sanguinario dicesse “certo, io ammazzo e imprigiono i miei nemici, ma lo faccio meno del mio vicino il dittatore dello stato di fianco”. Nel frattempo negli USA, dove c’è la concorrenza, le telefonate locali sono quasi ovunque gratuite, col prezzo compreso nel canone (altro che TUT).
Adesso pensateci un po’. Su una fibra ottica possono viaggiare in parallelo 4.428.500 telefonate. Allora, perché una telefonata deve costare di più se il destinatario è lontano? E che costo vivo sopporta Telecom?
Telecom Italia, matrigna nostra odiata e irragionevole, dacci oggi i telefoni a costo zero e un paio di megabit di connessione con Internet. Prima che domani qualcuno lo faccia al posto tuo e affossi i tuoi enormi, irragionevoli, immeritati guadagni. Amen.