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Mac OS X

L’idea Mac OS X merita il massimo dei voti. Però, come in tutti i progetti grandi e complessi, temo che qualche problema possa nascere lungo la strada.


Il Sacro Graal

Mac OS X è una bella idea. Diamine, nel presentarlo Jobs ha fatto una dimostrazione che convincerebbe qualsiasi San Tommaso dell’informatica: una versione estremamente prototipale di Mac OS X faceva girare MoviePlayer, rivisto e corretto per Carbon. Il filmato QuickTime girava, senza interruzioni, nemmeno quando la finestra veniva spostata. Jobs ha poi lanciato una applicazione scritta appositamente per bloccare Mac OS. Quella applicazione avrebbe fatto bombare alla grande Mac OS 8.1: sotto X, invece, è stata “chiusa inaspettatamente” dal sistema operativo. Il filmato QuickTime, intanto, continuava a girare e girare, senza lasciar cadere un solo fotogramma.


Promesse da politico

Quello che mi lascia perplesso, però, è questa pletora di buoni propositi. Mac OS X dev’essere facile da programmare per i nuovi sviluppatori, ma anche compatibile con tutti i programmi esistenti per non scontentare gli utenti; inoltre, deve offrire alle grandi case produttrici di software la possibilità di aggiornare in breve tempo il loro codice, per raggiungere nuove stupefacenti prestazioni. Posso essere maligno? Se OS X fosse un politico, prometterebbe poche tasse all’elettorato di destra, grandi investimenti statali agli industriali, posti di lavoro e assistenza sociale agli operai...
OS X fa convivere sullo stesso computer e dentro lo stesso monitor ambienti diversi come lo Yellow Box, il Blue Box per Mac OS e Carbon. Posso essere irriverente? OS X sembrerebbe uno e trino...
Però non è chiaro che cosa succederebbe se io ci installassi sopra Kaleidoscope oppure Adobe Type Reunion Deluxe. Si tratta di estensioni, che vivono soltanto all’interno del Blue Box: mi devo aspettare che solo le finestre delle applicazioni Blue Box abbiano un aspetto differente, che solo i menu Font delle applicazioni Blue Box diventino gerarchici. È un bel grattacapo per un utente distratto. Ma forse, come consulente, non dovrei lamentarmi troppo.


Cattivi precedenti e buoni propositi

Chi segue il mondo Mac da qualche anno ricorderà il progetto Copland. Nel 1994, quando il Mac OS era fermo alla (orripilante, instabile, corrotta) versione 7.5.x, Apple si immaginò un nuovo sistema operativo: Copland, appunto. Copland doveva essere moderno eppure compatibile con il passato. Tenere il piede in due scarpe, si sa, non è facile. Così Copland, tormentato dalla sua duplice natura, tirato come una coperta troppo stretta in più direzioni dai suoi progettisti, malcurato da una dirigenza incapace, divenne il più doloroso fallimento della ventennale storia di Apple Computer.
Io non credo che a Mac OS X possa spettare lo stesso destino, perche X nasce su fondamenta esistenti e collaudate (quelle di Rhapsody) e sotto la supervisione di dirigenti competenti (sto pensando soprattutto ad Avie Tevanian, vice presidente di Apple per il software). Se qualcuno mi costringesse a fare una previsione, però, scommetterei su una consegna priva di alcune delle caratteristiche che oggi ci vengono promesse. Per esempio, un Mac OS X compatibile solo con il 95% delle attuali applicazioni, che non gestisce ancora i processori multipli, che non sa leggere i dischi di formato HFS ma solo gli HFS Plus... Mi aspetto anche qualche mese di ritardo: diciamo che sarei soddisfatto di poter avviare il mio Mac G3 con OS X il primo gennaio duemila. Sarebbe un “blong” pieno di soddisfazioni e promesse.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.