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A domanda rispondo - sezione Accomazzi.net

Mac, Microsoft e il mondo

Caro Luca,
innanzitutto mi presento: sono un ragazzo di 19 anni e sono un tuo assiduo lettore dal lontano (almeno per me!) 1992, ti ho seguito nei tuoi maggiori spostamenti da una rivista ad un'altra. Premetto inoltre che uso un Mac dal 1989 e credo oramai di capirci qualcosina anch'io.
Era svariato tempo che avevo intenzione di scriverti; l'occasione si è presentata quando in questi giorni, una mia compagna ha deciso di comprarsi un computer. Sotto mio consiglio, ha ordinato un iMac modello base (quello blu senza dvd, per intenderci). Ecco che mi appresto a sfatare il primo mito che è ben radicato qua in Italia: non è assolutamente vero che il Mac costa DI PIU' di un PC IBM compatibile!!! Ho raffrontato i prezzi con altri negozi qua nella mia città (Alba, nelle Langhe), e ho concluso che per quei "grigioni" c'è al massimo uno scarto di 100-200 mila lire iva compresa (assemblati compresi).
All'arrivo del iMac (sarà un caso, ma è arrivato dopo soli 5 giorni), Fede (la mia amica) ed io siamo andati a ritirarlo, portandolo a casa mia cosicchè potessi insegnarle i comandi base. All'accensione (basta davvero un unico cavo: INCREDIBILE!) è partito il filmatino di intro e la configurazione computer-internet; nel giro di mezzora sapeva gia usare il Navigator! La prima cosa che ho pensato è stata: "Magari ce l'avessi avuto anch'io un affare così facile da usare!".
In effetti io utilizzo un Performa 5200 oramai obsoleto (lo cambierò dopo la matura, a settembre...) che la prima volta che lo avviato l'ho dovuto portare in assistenza a formattare l'HD perche si era piantato! (saranno sempre coincidenze...). Senza parlare del Classic, il mio primo computer...
E già,perche le recensioni su Macworld le leggo anch'io, però tra il leggere e il toccare con mano un Mac del genere ce ne passa! Da oggi mi sono sritto a matita sul case del computer "Think Different" -Steve Jobs-. Grazie Steve :-)))
Il successivo argomento che mi ha portato al spedire questa lettera è stato la costante rilessione che mi ha portato a una conclusione: "Ci hanno rubato la Rete".
Di sicuro ti ha colpito (sia in bene che in male) tutto il polverone alzato dai media nei mesi scorsi, il virus "I Love You", prima ancora Mafia Boy (ma si sarà chiamato davvero cosi... mah!) che ha mandato in rovina i maggiori siti di tutto il mondo: dirai, che c'è di male, ha fatto dei danni, è giusto che paghi. Ma perche lo ha fatto; io se avessi avuto le sue capacità, mi sarei probabilmente alleato, perche dei commercianti (perche in fondo sono solo commercianti, ti venderebbero la loro vita) deve venirmi a bombardare di pubblicità, quando vengo in internet proprio per non guardarla alla TV? Da quando hanno liberato gli accessi ad internet, i banner si sono moltiplicati meglio che batteri nella fogna, più in generale obbligandoci a rispettare delle regole che io obiettivamente non VOGLIO rispettare. La Rete è nata libera grazie anche al mio (mooooolto piccolo) ed al tuo contributo. Una cosa sono i siti d'opinioni come il tuo o il mitico Macity, ben altra cosa sono i cosiddetto "portali" obiettivamente inutili (anche perche oramai sono troppi) e zeppi di pubblicità.
Inoltre ho paura che tutto quello che è successo sia stato pesantemente strumentalizzato dai media; un esempio lampante è la parola "hacker" diventata sinonimo di pirata, ladro, "assassino" del genuino lavoro degli impiegati nelle varie societa (cnn, yahoo...), quando in origine era il nome con cui era chiamato colui che modificava i programmi per migliorare la vita agli utenti delle BBS; non vuol dire che lo abbiano fatto disinterssatamente (migliorare un servizio, prima di far piacere alla comunità, è un enorme soddisfazione e vantaggio personale), ma intanto l'hanno fatto, spalancando le porte alle societa ora quotate nel Nasdaq. Tutto cio quasi per far passare in secondo piano il processo antimonopolistico della microsoft (ieri è stata emessa la prima sentenza che decreta la separazione in due della società, al telegiornale sembra che non se ne siano accorti...)

Riscrivo qui un pezzo:
" Dichiarazione d’indipendenza
del cyberspazio


Il virus della libertà
Governi del mondo industrializzato, altezzosi giganti di carne e acciaio, io vengo dal Cyberspazio, nuova casa della Mente. A nome del futuro, vi chiedo di lasciarci in pace. Non siete i benvenuti tra noi. Non avete alcuna sovranità nel luogo dove ci riuniamo. Noi non abbiamo eletto alcun governo né lo faremo, quindi mi rivolgo a voi con la sola autorità con cui parla sempre la libertà. Voi non avete il diritto morale di governarci né possedete strumenti repressivi in grado di farci davvero paura. Ogni Governo basa il proprio potere sul consenso dei governati. Voi non avete sollecitato né ricevuto il nostro. Non vi abbiamo invitato. Non ci conoscete, né conoscete il nostro mondo.Non sapete nulla della nostra cultura, della nostra morale o dei codici non scritti che già dan-no alla nostra società più ordine di quanto possa mai ottenersi con le vostre imposizioni. Sostenete che tra noi esistono dei problemi che voi dovete risolvere. State usando questa scusa per invadere i nostri territori. Il nostro è un mondo diverso.
Il Cyberspazio consiste di transazioni, relazioni e pensieri, sistemati come un’alta marea nella ragnatela della comunicazione. Il no-stro mondo è ovunque e da nessuna parte, ma non si trova là dove vivono i corpi. Stiamo creando un mondo dove tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi assegnati da razza, potere economico, grado militare o luogo di nascita. Crediamo che il nostro autogoverno nascerà a partire da codici di comportamen-to etico, illuminato auto-interesse e condivisione del bene comune.
Nel nostro mondo ogni sentimento ed espressione d’umanità, dal degradante all’angelico, fanno parte di un tutt’uno indefinito, la conversazione globale dei bit. Non è possibile separare l’aria che soffoca da quella su cui batte l’ala in volo.State cercando di isolare il virus della libertà mettendo sentinelle alle Frontiere del Cyberspazio. (...) Ci sparpaglieremo su tutto il Pianeta in modo che nessuno possa arrestare il nostro pensiero. Noi creeremo la civiltà della Mente nel Cyberspazio. Che possa essere più umana e giusta del mondo fatto dai nostri governi.

John Perry Barlow
Davos, Svizzera - 8 febbraio 1996 "

E' tratto dalla perfazione di "Italian Crackdown", un libro liberamente saricabile dal sito dell "ApogeoOnline": http://www.apogeonline.com/openpress/libri/index.html
Assieme a questo ci sono alcuni altri libri degni di nota. Penso che sia un'ottima occasione per leggere dei libri come questo gratis, con la possibilita, anche non condividendoli, di approfondire le proprie opinioni. (altri libri degni di nota sono senza dubbio "Spaghetti Hacker" e il "Rapporto Microsoft"che, sebbene a pagamento, ti fanno un ampia descrizione del mondo hack in italia e, il secondo, una verità molto attendibile sulla Microsoft)
Io, se mi conoscessi sapresti che sono uno che tutte queste parole non le ha mai fatte in tutta la sua vita, tantomeno in una lettera (preferisco ascoltare...); lo scopo non era farmi conoscere (sebbene mi sarebbe piaciuto, conosco gente che ti conosce), ne tantomeno farmi "adulare" per le due "banalità" che ho detto; io vorrei tanto che le mie opinioni si vengano a sapere, te ne sarei grato se riuscissi in qualche modo a parlarne o a pubblicarla sul tuo sito anche solo in parte. Probabilmente ne spedirò una copia modficata anche alla redazione di MacWorld più avanti (ora c'è la matura :-( );

Grazie mille
Matteo
m.billia@libero.it

PS: Scusa ancora se mi sono dilungato troppo, il discorso sarebbe stato più ampio, ho tentato di ridurlo ai minimi termini! :-)))

Matteo Billia

Solo un appunto: MafiaBoy è il teenager canadese che mise in difficoltà alcuni grandi siti con un attacco di tipo "denial of service" che li sovraccaricò di richieste malformate. Il virus "Love letter" (alias "I love you") era un attacco a uno dei numerosi problemi di sicurezza intrinseci nel sistema Windows e veniva dalle Filippine.

Per il resto, pubblico volentieri le tue opinioni.

P.S. In bocca al lupo per la matura. E' sempre una esperienza interessante e può essere persino divertente, se hai un po' di fortuna nella lotteria dei commissari. Parola di uno che la matura l'ha fatta sei volte.