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A domanda rispondo - sezione Internet

Modem 56k: pregi e difetti

Ho la possibilità di passare a costi ragionevoli a un modem 56.6K Voice surfer della Motorola con tecnologia K56flex. Vorrei sapere due cose:
È realmente un gran vantaggio il passaggio da un 28.8 supponendo di trovare un fornitore che gestisca tale velocità? Potreste suggerirmene qualcuno per la zona di Firenze?

Francesco Vasarri

Il nostro suggerimento è di evitare i passaggi da modem 28.800 a modem da 56.600 bit al secondo. Vediamo perché.
Per motivi tecnici i modem da 56.600 bps possono raggiungere la loro elevata velocità solo in una direzione (dal fornitore verso di noi) e solamente quando vengono chiamati da un utente in rete urbana. Insomma, se noi ci troviamo in provincia e chiamiamo il nostro fornitore di Internet, anche senza usare il prefisso, comunque non sarà possibile superare i 33.600 bit al secondo.
I modem da 56K non riescono mai a collegarsi a velocità superiori a 53.000 bit al secondo. La stragrande maggioranza delle connessioni avviene a velocità comprese tra i 40.000 e i 50.000 bit al secondo.
Se usate un piccolo provider o un grande provider molto trafficato, potreste trovarvi che una connessione sovradimensionata. Telecom Italia Net, per esempio, usa collegamenti da due milioni di bit/secondo divisi su un massimo di 256 utenti. Fate voi la divisione.
Infine: chi scrive lavora in una università, presso il laboratorio di valutazione delle prestazioni. Abbiamo due linee dedicate da 2 milioni di bit al secondo: una risorsa in banda incredibile. Senza utilizzare proxy server, però, i dati ci arrivano a 3 KB/secondo (come con un normale modem). Usando proxy server molto ben configurati siamo riusciti ad arrivare a 97,7 Kbyte/s: quindi il consiglio ai nostri lettori è innanzitutto quello di adottare i proxy. La maggior parte dei professori dell’università, che non conosce i proxy, si lamenta della lentezza di Internet... (P.M.)