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A domanda rispondo - sezione Macintosh

Striascia la notizia? No grazie

Mi sono rotto le balle dei cd only-win che danno sulle riviste... Su un forum ho letto un pò di interventi sulla questione... ma niente di più... mi sono stancato di accettare questa discriminazione dettata solo
dall'ignoranza di non saper far le cose basandosi SOLO su standard internazionali riconosciuti come tali... se così fosse i cd sarebbero multipiattaforma e i costi sarebbero identici (se non inferiori).

Una petizione secondo me è futile... una denuncia su striscia la notizia o alle iene sarebbe sicuramente più d'effetto e avrebbe più riscontro...

Se non ricevo un servizio che è mio di diritto mi incavolo come una belva finchè non lo ottengo...

Luca Aresu

Farsi sentire ha senso solo risalendo alla fonte. Se l'Espresso, (o Panorama), allega il CD-ROM dell'enciclopedia Omnia, (o di Moana Pozzi Virtuale) vuol dire che ne hanno comprati un tot al mercato all'ingrosso. Dentro alla redazione della rivista infatti nessuno sa "fare" un CD.

E allora ci vogliono mille persone che scrivano accorate e convincenti letterine alla De Agostini (o alle Ore Interactive) spiegando che se loro facessero un prodotto bipiattaforma in modo sensato spenderebbero un niente in più e tu compreresti il riosultato. E se poi le stesse mille scrivono anche ll'Espresso (o a Panorama) dicendo che non compreranno mai la rivista sinché ci sarà dentro un CD solo per PC il cerchio si chiude.

Viceversa, chi pensasse davvero che un qualsiasi problema al mondo si possa risolvere semplicemente segnalandolo a una trasmissione di prima serata si è preso, scusami se lo dico, un caso acutissimo di rincoglionimento.

Facciamo un esempio alzando un filino il tiro. A Myanmar (stato più noto con il nome di Burma) da qualche decina d'anni sta al governo una giunta militare che è così aperta, così a favore della libera circolazione di idee che il semplice possesso di un modem (non l'uso, il possesso) è punito con dieci anni di carcere ai lavori forzati.

Amnesty International da anni ed anni sollecita campagne di opinione contro la giunta, senza alcun risultato significativo.

La giunta tiene rinchiusa agli arresti domiciliari da tempo immemore Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e vincitrice con ampia maggioranza delle ultime elezioni democratiche. (Appare dunque evidente che se ne freghino della opinione pubblica domestica). Per saperne di più:
http://www.freeburmacoalition.org/

Siccome la giunta militare non dà nessun fastidio a George Bush, nessuno stato sembra voler fare nulla. Vogliamo segnalarlo a Striscia la notizia e vedere se ci mandano il gabibbo?

Sull'ultimo paragrafo cedo la parola a Marco Cagnotti, giornalista scientifico, la cui opinione sposo completramente.

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Mi dispiace, ma non sono d'accordo. Il "diritto" non c'entra niente.
Il diritto entra in considerazione quando qualcuno viene discriminato per una ragione che non dipende dalla sua volontà. Mi spiego meglio esemplificando... Supponiamo che una rivista femminile dia alle proprie lettrici un profumo insieme alla copia del giornale in edicola, con un piccolo sovrapprezzo. Purtroppo questo profumo ha l'effetto di provocare una puzza tremenda se viene spruzzato sulla pelle di una donna di colore. Ecco, questa e' una discriminazione che lede un diritto fondamentale: una lettrice non puo' scegliere il colore della propria pelle, e se paga per avere quel profumo è suo diritto, indipendentemente dal colore della sua pelle, poterne usufruire. Altro esempio... "Quattroruote", con un piccolo sovrapprezzo, offre ai propri lettori un CD per il navigatore della loro auto, ma soltanto se e' di marca tedesca. Io, che possiedo una Peugeot, m'incazzo perche' non funziona sul mio navigatore. E sbaglio a incazzarmi, perche' la scelta di acquistare una Peugeot l'ho fatta io liberamente: nessuno me l'ha imposta, non è un destino ineluttabile. Se volessi usufruire della pregevole offerta della rivista mi basterebbe acquistare una Volkswagen. Insomma, non ho il diritto di incazzarmi. Posso invece, come giustamente fai notare tu:
a) cambiare rivista di automobili che leggo regolarmente, preferendone una che privilegia le marche francesi oppure che non privilegia alcuna marca, offrendo CD per tutti i navigatori sul mercato,
b) scrivere alla rivista per protestare, mettendomi d'accordo con altri non-proprietari di auto tedesche, minacciando tutti insieme di non acquistare piu' "Quattroruote" se non verremo presi in considerazione anche noi, c) comprare una Mercedes.

In sostanza, quello che voglio dire e' che le imprese editoriali che offrono/vendono/regalano qualcosa non sono tenute per nessun motivo superiore a soddisfare sempre tutti quanti, perché sono imprese PRIVATE (a differenza dello Stato, che invece deve soddisfare tutti
perche' e' PUBBLICO, cioe' di tutti). L'unico modo che abbiamo noi per vedere soddisfatte le nostre aspettative è fare pressione attraverso l'unico vero strumento di democrazia diretta, cioè il consumo responsabile, cioe' la scelta libera e ponderata nell'acquisto.