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A domanda rispondo - sezione Macintosh

Alfabeti e font

ho un file di quel maledetto word scritto con un maledettissimo font unicode in greco. (tahoma)

aperto il file su word 98 x mac e anche su works appare naturalmente con caratteri astrusi.

installo prima il supporto multilingua dal CD macOS 9 dove però non c'è il supporto x il greco.

in scelta tastiera c'è il layout unicode, ma nel menù vicino all'orologio tale opzione mi appare grigia.

provo a rimpiazzare il tahoma col symbol e con altri font di greco, alcuni con la loro descrizione di tastiera, ma evidentemente essendo questi antecedenti allo "standard" unicode non piazzavano i glifi al giusto posto.

apro il file su win e appare tutto corretto allora decido di convertire il tahoma.TTF in type 1 x mac.

provo prima con fotographer:

il font pur contenendo tutti gli alfabeti una volta salvato mostra solo quello latino standard (ho mantenuto la codifica originale sia nell'aprirlo che nel salvarlo)

dopo aver spulciato su internet e aver letto un sacco di pagine che
spiegavano tutte le specifiche di questo "standard" e dopo aver trovato sul sito apple dei riferimenti riguardo "fontlab" (tipo fontographer) me lo procuro ma nemmeno con questo riesco a convertire correttamente il font
(sempre mantenendo le impostazioni originali nell'apertura e selezionando quelle x unicode nel salvataggio)

Allora, col greco non ci ho mai lavorato, ma con il cirillico e l'arabo sì, e ho anche fatto qualche esperienza col giapponese (che è peggio, consolatevi).
Una delle cose che fa la mia società sono i siti multilingue, quindi il mio interesse deriva soprattutto dal Web.

Un paio di paletti.

1. L'unico standard universale nei computer moderni_ è lo ASCII, che definisce le 96 lettere che appaiono sulla tastiera americana. Quindi A..Z, le cifre, i segni di interpunzione... Tutti i computer sono d'accordo nel codificare la A maiuscola col numero "65" (ricordate che un calcolatore a livello di circuiti sa solo _calcolare_ quindi le lettere vanno rappresentate da numeri). Lo ASCII definisce 128 simboli, numerati da 0 a 127: ci sono dentro i 96 alfanumerici citati più 32 "caratteri di controllo" che ereditiamo dall'era dei terminali.
Le altre lettere latine europee (come à ñ ç, per capirci) sono già non standard -- però tutti i programmi _moderni
che trattano il testo sanno convertirle da Mac a PC e viceversa, e quindi di solito non danno problemi.
Queste lettere vengono di solito rappresentate con i numeri da 128 a 255. Il Mac ha un non-standard suo per farlo ("MacRoman") e Windows un altro ("Windows codepage").

2. I font grafici, come Symbol o Zapf Dingbats, usano i codici normali per rappresentare simboli. In Zapf Dingbats per esempio voi premete il tasto "zero", generate il codice ASCII 48, vien fuori il disegno di una matitina. Prevedibilmente, non c'è alcuno standard.
Per vedere cose come queste dovete avete il font. Quindi, definiamo prosaicamente un font come uno strumento che traduce un codice (48) in un simbolo (di solito la cifra "0", in Zapf Dingbats la matitina).

3. Quando andiamo sugli alfabeti non latini le cose si complicano. Mi riferisco per semplicità solo a quelli con un numero ridotto di lettere: ebraico, arabo, greco, cirillico. Per rappresentarli, normalmente, si eliminano gli "ASCII alti" da 128 a 255 e si rimpiazzano con le lettere dell'alfabeto straniero.
Il problema è che i computer sono arrivati in quei paesi prima che qualcuno si mettesse seriamente a inventarsi uno standard. Di conseguenza ci sono moltissimi modi di codificare quegli alfabeti. Per esempio la "L" cirillica, che assomiglia a una V capovolta, si può rappresentare con sei codici differenti, perché ci sono sei codifiche diverse in uso:
- Mac cirillico
- MS-DOS cirillico
- Windows cirillico
- OS/2 cirillico
- Cirillico Unix (chiamato anche KOI-8)
- Cirillico standard (ISO)
Quindi, per sottolineare il punto: non è questione di font, sono proprio i numeri che ci stanno sotto a essere diversi. Per passare da una rappresentazione all'altra servono programmi fatti apposta, come Cyclone.