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Conan, il rabarbaro

La TV passa in continuazione il film di Conan, la prima pellicola "spacco-tutto" interpretata da Schwartzenegger. Per chi come me ha apprezzato i libri di Howard, l'autore di barbaro di Cimmeria, il film fu un bel colpo nello stomaco. Quando uscì nelle sale io preparai questa parodia del film.

Schwartz 'me un negher (dal tedesco "incazzato come un negro") solleva lo spadone a due mani, in quanto proprio due mani ha a disposizione. Si prepara ad un fendente, cioé quel tipo di caramella alle zucchere che revina i denti.
L'arma taglia l'aria con un sibilo sinistro - era mancina, infatti - e si conficca per la punta nel simulacro magico che il mago malvagio di turno aveva preparato con ampio spargimento di sangue di giovani vergini. A parte ogni considerazione sulle tentazioni a cui un mago deve resistere, perché viene sempre voglia di farci altro con le giovani vergini, guastando però lo stato in questione, rendetevi conto della difficoltà di trovare delle giovani vergini al giorno d'oggi.
Niente di strano, allora, che il mago strapotente, che sette inquadrature prima ha evocato una palla di fuoco solo per accendersi il sigaro e perché gli effetti speciali sono costati svariate centinaia di migliaia di dollari, che il mago dicevamo si lanci sul combattente con un urlo stridulo e un pugnale a tortiglione gocciolante veleno. (Trattasi in realtà di cavaturaccioli con la scritta "Cinzano" sul lato non inquadrato, perchè tutti i soldi del budget sono andati per gli effetti speciali). Se gli effetti fossero ordinari nessuno andrebbe a vedere il diciottesimo film della serie di Conan il Rabarbaro, che così ha una trama sempre più pacchiana, donne sempre meno vestite ed effetti speciali sempre più specialosi. Specialanti. Specialici. Speciferi. Quelli là, insomma.

Il maghetto rattrappito prende Conan a calci nel poderoso, muscolosissimo, adonico sederone mentre questo tenta di divelgere la spada dal simulacro di cui sopra (Per quanti fossero stati rimandati in italiano in terza liceo, un simulacro è qualcosa che fa finta di essere 4.000 metri quadrati) (se non l'avete capita pensateci un po' e poi urlate con calma quando avete realizzato).
Conan svelle la spada, e il contraccolpo lo spedisce con il suddetto culo in terra. Si rialza di scatto e si gira bruscamente alla ricerca del maligno avversario, inconsapevole di averlo schiacciato sul retro della tunica. Il mago, cacciando madonne in sardanapalese (oppure in sanscrito) estrae dalle maniche, in rapido ordine, una bacchetta magica, una guardia del corpo eunuco, un serpente cobra, un pensiero indecente che ti prende la mente, una caramella alla menta.
Sotto l'influsso di quest'ultima, Conan vacilla, abbattendo il cammello di turno (se non avete visto i film questa non la capite). Il mago si nasconde dietro il pilastro in cui ha incatenato Red Sonja, in armatura due pezzi bikini. Fiumi di bava da parte dei protagonisti maschili e degli spettatori cogli ormoni a posto. I presenti rischiano l'annegamento.
Conan lancia la spada verso il mago, che avendo esaurito il budget degli effetti speciali deve morire, fatta salva l'idea originalissima di far crollare il suo palazzo pochi attosecondi dopo (la suddetta idea è già stata sfruttata circa due volte per film e fa crollare le gonadi agli spettatori con quoziente intellettivo superiore al meno dodici).
Il buon senso entra in scena, urlando indignato che una spada non può ferire quando viene lanciata, perchè non è bilanciata come lo sarebbe un pugnale, ma viene abbattuto a schiaffoni da Conan.
Il quale si impadronisce:
* Di Red Sonja
* Della sua spada, in genere pulendola dal sangue sul primo broccato che trova e che sarebbe valso di qualche centinaio di monete d'oro
* Del tesoro del mago, consistente in...

UN VIDEOGIOCO DI CONAN, (Datamost software per Apple, Commodore, Atari et al.)
UN ROLE PLAYING GAME DI CONAN (TSR Hobbies, Lake Geneva, Wisconsin)
UNA MAGLIETTA DI CONAN
UN LIBRO DEL FILONE CONAN (L. S. De Camp, Conan e il Dio Ragno, Mondadori)
Autoadesivi, buttons, filmini, costumi, maschere di carnevale, e tutto quanto il merchandising può inventare ancora.

Robert Erwin Howard, se ci stai sentendo, mettiti d'accordo con Lovecraft e manda qualche demone onirico a Dino de Laurentiis e soci. Affezionanamente tuoi...
I Fan di Conan, Quello Vero.