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Il topo fatto

Johnny Ratto se ne stava tranquillamente sdraiato su di un soffice pratto, la topologia del luogo dove si trovava era pianeggiante ed il sole brillava su innumerevoli topazi sparsi sul terreno.
Il topore di quello stesso sole, che in quel giorno risultava né topo caldo né topo freddo, gli era particolarmente gradito mentre leggeva un Topolino contenente la storia di piratti dal titolo "Topati la bocca sorcio!"
In quel momento i favolosi Topici non sembravano niente di eccezionale; infatti attorno a lui tenere topine in toppless ballavano il top-tap al ritmo di una canzoncina tratta dalla top-ten della settimana.
Vari sorcetti erano indaffaratti nel portargli formaggi e bicchieri di latte che Johnny sorseggiava distrattamente. Uno dei sorci aveva i pantaloni rattoppati da una topa con ricamata la scritta "Johnny sei il top!"
Di fronte a questo spettacolo egli non riuscì a rattenere le lacrime, che gli sgorgarono copiose cadendo sulle membra rattappite per il lungo riposo: ma il suo volto non era rattistato, le sue erano lacrime di gioia.
Piangeva a diratto per la gran felicità, rallegratto per la serenità raggiunta che non avrebbe barattato con nient'altro al mondo.
Asciugate le lacrime si accese una sigaratta, ma ad un ratto il fumo lo avvolse e tutto divenne sfocato, lontano...

Johnny sentì una voce che lo chiamava in modo non troppo cortese: "Svegliati, topo di fogna! Per oggi abbiamo finito con le iniezioni. Domani ti aspettano altri tre allucinogeni, sette calmanti e due stimolanti."
Johnny riconobbe la voce dell'analista e l'odore asettico dell'alcool che tutto il laboratorio, compresa la sua gabbia, emanava. Aveva la gola secca: si avvicinò tristemente alla sua scodella dell'acqua e bevve pochi sorsi.
Il liquido incolore, scesogli lungo il tubo digerente fino allo stomaco, zampillò fuori attraverso i buchi delle innumerevoli iniezioni fattegli.

Davide Castellazzi