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Fune

La parodia di "Dune" il noto capolavoro di fantascienza. Leggetela solo se avete letto il libro. No, aver visto il film non conta. Comunque, chi ha visto il film senza aver letto il libro non ci ha capito quasi nulla...

Una donna mostra più facilmente il culo che il cuore
Honoré de Balzac in "La fisiologia del matrimonio"

Paul RaiTreides guardava pensieroso il frangersi delle onde dalla finestra della sua stanzetta su Ramadan. Il mare aveva il potere di ridurre la sua mente alla quiescenza, calmando la sua mente giovanile che anelava alle novità; il mare e solo il mare sapeva divertirlo, specialmente come in quel momento, quando il vecchio DuranDuran Ivanohe prendeva delle piattonate pazzesche contro gli scogli sulla sua tavola da surf biturbo.
La sua grassa risata fu interrotta quando sua madre apparve scortata da una vecchia. Solo il viso della vecchia era visibile sotto lo aba nero che la ricopriva: e fu grazie a questo particolare che Paul potè identificarla come una Reverenda Madre del Calma e Gesserit, giunta dalla Casa Capitolare per esaminarlo. A parte questo, la vecchia sbavava peggio di un bulldog sotto il sole di ferragosto.
-Tu sai perchè sono qui, giovane RaiTreides- esclamò la Reverenda Madre, sbausciandogli tutta la collezione di Navigatori della Gilda in pelouche. -Tua madre ti ha bene addestrato, e tu sai qual è lo scopo ultimo della sorellanza Calma e Gesserit.-
Paul non poté trattenersi, fissando quegli occhi profondissimi anche se mezzo cecati, dal bisbigliare: -Lo Kwissah Khilosah!-



Una ragazza dovrebbe fottere sempre, fottere chiunque la voglia, fottere in ogni modo e in ogni momento.
Marchese de Sade in La philosophie dans le Budoir

Il duca Lento RaiTreides rimuginava nella sua coscienza le parole dell'Imperatore. Quelle parole si erano impresse a fuoco nella sua coscienza, e non si sarebbero mai distaccate sinchè la morte non le avesse sciolte come il cacao nel latte la mattina. Slurp.
Ricordava il viso ieratico e senza tempo dell'Imperatore di tutto lo spazio conosciuto: in questo momento dimostrava circa quarant'anni, dato che un nuovo ghola, il quattrocentesimo, dell'originale imperatore aveva sostituito il precedente. E Ciriaco De Mita governava così su una galassia dominata dall'uomo.
-Abbandonerete Ramadan- aveva detto l'immortale notabile democristiano. -Andrete sul pianeta tesoro dei vostri nemici HardCorend, Arrankis, che i nativi chiamano Fune.-
E il duca Lento aveva accettato, anche se poi la sua concubina, lady Jessica, la madre di Paul, gli aveva fatto una rampogna pazzesca. Avrebbe dovuto rifarsi tutto il guardaroba perchè non aveva abiti leggeri da deserto.



Sono il nobile Quintiglio dei baroni Battimaglio ed ho un tic al sopracciglio da quel dì che ho visto te. Tu sei bella come un giglio, Terziglia, ben ti voglio pur se hai messo lo scompiglio dentro il povero mio cuor.
Fred Buscaglione.

Arrankis! Il navigatore della Gilda (una società parastatale discendente dell'ATM, così chiamata perchè tutti i navigatori avevano con se nella cabina di pilotaggio una foto di Rita Hayworth) li aveva portati sul misterioso Fune in poco tempo. Paul stava annusando i ricchi aromi di spezia che pervadevano l'aria rovente di quel mondo. Ma la sua mente era rivolta a tutt'altri pensieri, perchè nella sua mente rieccheggiava ancora la voce della Reverenda Madre: -Ricorda, giovane duca, il potere della Sorellanza deriva dalla nostra profonda conoscenza. Noi conosciamo il segreto della Voce!-
E Paul si trovò a desiderare con tutta la sua volontà di essere lui a divenire il misterioso Kwissah Khilosah...




-Aoh, ma siamo sicuri che è quello bbono?
-E' il tuo, Ninè, è Sincazza!
-Mmmh... bono, bono! Più lo mandi giù...
Bibbia, Deuteronomio.

Paul e la lady Jessica si trovavano nel deserto. Notavano il panorama con una parte soltanto della loro coscienza. La mente era già balzata avanti, lungo i sentieri che li avrebbero condotti nel territorio degli sconosciuti figli del deserto, i Fremen. Ma attraversare quei due chilometri di deserto avrebbe potuto significare la loro morte: madre e figlio ben conoscevano il pericolo di Shai Hulud, il gigantesco verme del deserto.
-Dammi qui!- ululò Paul, strappando senza preavviso la borsetta a sua madre e togliendone qualcosa.
-No! Quello no! Ridammelo!- sbraitò Lady Jessica. Ma suo figlio aveva già agito. Piantò con forza il vibratore nella sabbia del deserto e si allontanò, seguito dalla madre piangente. Raggiunsero il clivio roccioso mentre alle loro spalle il pulsare ritmico veniva interrotto dal gigantesco verme, lungo chilometri, che ne divorava la sorgente.
Fu Jessica a voltarsi per prima e a vedere il verme. Rimase a bocca aperta dallo stupore. Anche Paul, quando si voltò, capì finalmente perchè i vermi potevano venire sviati dai vibratori piantati nella sabbia, perchè li odiassero tanto da abbandonare una preda certa per distruggerli.
Eretto contro lo sfondo delle sabbie del deserto dopo aver percepito la presenza di Lady Jessica, il verme aveva una silohuette inconfondibile: i vermi assomigliavano inconfondibilmente a dei giganteschi, fenomenali...

Ed ora i Fremen li raggiunsero. Arrancando sulla sabbia bollente, uno di loro si fermò davanti a Paul e, fissandolo con quegli incredibili occhi blu nel blu che risultavano dalle overdosi di Collirio Stilla, gli chiese: -Vuui cumprà tappeto, signu? Cullanina per la signura? Aaah, forse una Lacoste?-




Tutte le domande che si presentano agli Istituti di previdenza, sia per la liquidazione dell'indennità e della pensione, sia per i riscatti, debbono essere compilate su carta libera.
Alberto Albertini, La nuova pensione dei dipendenti da enti locali, Noccioli Editore, Firenze

Lasciò che il sottile aroma inebriante del successo gli inebriasse i pensieri. Paul RaiTreides aveva vinto. Vinti gli HardCorend, vinto l'Imperatore, vinti il Bene TixTax e la Sorellanza Calma e Gesserit. Ora lui era lo Kwissah Khilosah, e la Voce non aveva segreti per lui. Ora poteva pensare alla sfida finale...
-Hai visto, Lodovico, eeh? Il sor RaiTreides viene da Arrankis, eeh, e si presenta sulla vita e le opere di Frank Sinatra! Un bell'applausoh!-