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Il cadavere nel pozzo

dramma storico in tre atti e un epilogo

di Mario "Pomi" Villani

 

PERSONAGGI:

Il Conte Arduino di Vallelonga. Ambiguo personaggio, erede dell'immensa fortuna dei Vallelonga, appassionato di occultismo e magia nera. Intelligente e cinico. Tende a parlare con le maiuscole.

La Contessa Anna Laura Orsini. Moglie del Conte Arduino, anima delicata e candida sino all'ingenuità. Vittima di un matrimonio di convenienza, ama segretamente Ruperto, primo figlio di Arduino, ma rifugge da questo suo pseudo-incestuoso sentimento. Intimo dramma psicologico.

Il Contino Ruperto. Figlio di primo letto di Arduino, è una canglia come poche: il suo passatempo preferito consiste nell'annegare i gattini di due mesi nella cioccolata bollente. Inoltre non si lava mai, puzza come una capra e mangia gli spaghetti risucchiando. Non si capisce come mai Anna Laura lo ami segretamente.

Giovanni. Il primo maggiordomo. Ruperto si diverte da matti a chiamarlo Battista, poi scoppia a ridere come un ebete. In realtà Giovanni è completamente sordo, cieco e muto. Inoltre è paralizzato fino agli alluci e il suo sviluppo mentale è fermo ai tre anni. Un oscuro mistero circonda la sua esistenza: pare sia al servizio dei Vallelonga da oltre quattrocento anni. Che non si capisce cosa ci facciano con uno così conciato. Ama segretamente la contessa Anna Laura.

Marco Aurelio. Il secondo maggiordomo. Gli tocca fare tutto quanto, poiché Giovanni passa la sua esistenza seduto in giardino su una sedia a dondolo, per cui va smadonnando da mane a sera senza posa. Alto, bruno e bello, ama segretamente il Conte Arduino e si è più volte prestato ai suoi loschi esperimenti magici. Forse per questo porta perennemente un paio di occhiali scuri sugli occhi e guanti neri sulle mani.

Arabella. La cameriera. Ragazza energica e decisamente prosperosa, abbonata a Linus fin dal '61, nei momenti di pausa legge Lévi-Strauss e il Tarlo Mentale. I suoi hobbies sono la fisica quantistica e la coltivazione idroponica di cicoria. Suona il banjo ed il sassofono contralto ed ascolta Thelonious Monk e Cristina D'Avena. Ama segretamente Marco Aurelio, ma è turbata dall'orrendo segreto che costui si tira dietro. Ruperto le gira alla larga, per motivi misteriosi.

MicioMiao. Gatto di casa, incredibilmente riuscito a sfuggire alle sevizie di Ruperto e a superare i due mesi di vita. Si trascina questo nome imbecille come una maledizione esistenziale. Ama segretamente Giovanni il Maggiordomo, che è l'unico che non gli rompa le scatole. Un misterioso legame lo collega però a Marco Aurelio: infatti indossa occhiali scuri sugli occhi e guantini neri alle zampine.

Il Cadavere, il Pozzo, Alcuni Popolani

 

PRIMO ATTO

La scena si apre su un interno signorilmente arredato. Arazzi e quadri tappezzano i muri, folti tappeti persiani coprono il pavimento. Un paio di statue di marmo, probabilmente copie di opere della Grecia classica, sono collocate nei due angoli posteriori. Vicino al grande camino, al centro, una antica pendola scandisce il passaggio del tempo con cupi rintocchi. Il primo atto continua così per venticinque minuti, per dare la lancinante impressione del tempo che passa, poi finisce e c'è l'intervallo.

SECONDO ATTO

La scena si apre su un giardino signorilmente arredato. Arazzi e quadri tappezzano i muri, folti tappeti persiani coprono il pavimento. Un paio di statue di marmo, probabilmente copie di opere della Grecia classica, sono collocate nei due angoli posteriori. Vicino al grande camino, al centro, una antica pendola scandisce il passaggio del tempo con cupi rintocchi. Su una sedia a dondolo, nell'angolo destro anteriore, è seduto Giovanni. Resterà lì dondolandosi pigramente per tutto il secondo atto, senza dire una parola (d'altra parte è muto) né compiere altro movimento (del resto è paralitico). Si ode una musica in sottofondo che suggerisce una calma eroica piena di tensione, presaga di repentini cambiamenti al peggio. E infatti...

RUPERTO - (Entra da sinistra prorompendo in un ruttone clamoroso) Aah che gioia! (Schiaccia una cimice sul bavero) Odo una musica in sottofondo che suggerisce una calma eroica piena di tensione, presaga di repentini cambiamenti al peggio.

VOCE FUORI CAMPO - (decisamente irritata) Mannaggia! Ma gli avete fatto leggere il copione, allora!

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - (balbettante) No capo, non si irriti decisamente! Ero andato al bar un momento a prendere un'orzata e ...

VOCE FUORI CAMPO - (ancora più decisamente irritata) Ma per tutti i mitili della Baia di Ross, ma questo qui chi cavolo ce l'ha mandato? (si ode un suono di frustate fuori campo)

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - (urla e piagnucola) No, basta, basta.... AARGH... oh... oh... OH... sì... SI'... ancora, ancora...

RUPERTO - (Fa finta di niente, quasi tra sé) Che poi questa pendola in giardino devono ancora spiegarmi a cosa serve (si avvicina ad un cespuglio di fresche roselline rosee e prende a calpestarlo selvaggiamente)

ANNA LAURA - (Esce dalla pendola avvolta in un accappatoio. In una mano tiene il Sole 24 Ore) Ah, questa doccia mi ci voleva proprio. Oh, che incantevole giornata. Uh, quali soavi armonie mi evoca la natura. Eh, che bel giardino mi circonda. Ih, ma quello è Ruperto che calpesta selvaggiamente un cespuglio di fresche roselline rosee. Ah, sento che il mio intimo dramma psicologico prende consistenza e si fa strada nella mia anima dolce ed ingenua. Oh, riuscirò a sopportare? Uh, le quotazioni della Montedison sono in ribasso.

GIOVANNI - (Balzando dalla sedia a dondolo) Cosa? Malediz... Porc... Addio protesi... Mannagg... (ricade sulla sedia a dondolo)

VOCE FUORI CAMPO - Ehi, ma quello non doveva restare zitto e immobile per tutta la puntata?

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - Vabbè, ma mettiti nei suoi panni...

RUPERTO - Che vedono le mie fosche pupille (ridacchia per l'originale espressione) La mia matrigna avvolta in un accappatoio che mi guarda, in preda al suo intimo dramma psicologico! Sento che la mia vena giuoconda e pazzerellona sta per prendere il sopravvento. Yak yak yak. (Imbraccia un bazooka rosa confetto)

ANNA LAURA - (Tra sé, arrossendo) Oh, Ruperto mi guarda con quei suoi occhioni color del vomito. Ah, come soffro per il mio amore contrastato. Eh, mi sta puntando contro il suo bazooka. Uh, che sia un segno d'amore? Ih, ha premuto il grilletto. Oh, un razzo calibro cinquantuno mi corre incontro scodinzolando. Ah, com'è timido e discreto il mio Ruperto! (Si ode una fragorosa esplosione e il corpo senza testa di Anna Laura rotola sul folto tappeto persiano. La testa carbonizzata va a porsi in braccio ad una delle statue angolari)

VOCE FUORI CAMPO - Ah, adesso si capisce perché Anna Laura amava segretamente il contino Ruperto. Era completamente scema!

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - Sì, ma ora ha messo la testa a posto! Yaz yaz buona questa!

VOCE FUORI CAMPO - Portatemi la frusta.

ARABELLA - (Entra in scena. Non appena la vede, Ruperto si tuffa agilmente in un cespuglio di edera velenosa) Cos'è stato, cos'è stato? Ho percepito uno spostamento d'aria pari a quello prodotto da una bomba a fusione da 1,536 megatoni esplosa a 2341 chilometri di distanza, con un errore di uno sull'ultima cifra. Che poi devono ancora spiegarmi a cosa serve un caminetto in mezzo al giardino.

MARCO AURELIO - (Esce dal caminetto, tutto sporco di fuliggine, lanciando variopinte bestemmie) Ma sanpiccione ligure impiccato per le ascelle. Tutto a me mi tocca fare in questa porca casa.

ARABELLA - (Gridando di giubilo e lanciandosi in un frenetico girotondo) È arrivato Babbo Natale, è arrivato Babbo Natale!

MARCO AURELIO - (Ironico) Ma sanpiccione ligure impiccato per le ascelle. Tutto a me mi tocca fare in questa porca casa.

ARABELLA - Ma perché porti quei misteriosi occhiali e quei misteriosi guanti? Chiariamolo subito così me ne posso tornare alla mia cicoria.

MARCO AURELIO - (Misterioso ed intrigante) Ma sanpiccione ligure impiccato per le ascelle. Tutto a me mi tocca fare in questa porca casa. (Si allontana verso il fondo, sputacchiando nel cespuglio )

ARABELLA - Per il sassofono di Coltrane! In questa casa sono tutti pazzi. (Si guarda intorno. Parte in sottofondo una musica sensuale e piena di tensione. Gli spettatori deglutiscono notando il suo abbigliamento succinto) Però, che bella giornata... quasi quasi mi sdraio un po' a prendere il sole. (Comincia a spogliarsi lentamente, mentre la musica si fa sempre più sensuale e piena di tensione)

VOCE FUORI CAMPO - Beh, se questo è il momento erotico del copione, mi pare un po' campato in aria...

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - Sssssst... (suono strozzato) Si sta togliendo il reggiseno! Oh...Ooh... Oooooh...

VOCE FUORI CAMPO - A proposito, hai comprato i meloni per la cena?

ARABELLA - (Ormai è completamente nuda) Ah, che belli i raggi ultravioletti! (Si sdraia sul prato. Notare il piacevole contrasto tra il tenero verde dell'erba e il fresco candore della sua pelle. Mentre gli spettatori sono occupati a notare, da dietro il cespuglio di edera velenosa spunta la testa di Ruperto, piena di bolle e di pustole. Egli sogghigna.)

RUPERTO - (Sogghignando, appunto) Yak yak, è finalmente giunto il momento di fargliela pagare a quella strega. L'ora della vendetta è giunta! (Non accordgendosi di aver ripetuto due volte la stessa cosa, Ruperto scivola fuori dal cespuglio e sottrae silenziosamente gli indumenti della ragazza. Poi, sempre scivolando, esce di scena, mentre il suo corpo si gonfia sempre più di piaghe purulente).

MICIOMIAO - (Entrando) Miao!

(Sipario. Musica eroica e piena di tensione)

TERZO ATTO

La scena si apre su un sotterraneo signorilmente arredato. Arazzi e quadri tappezzano i muri, folti tappeti persiani coprono il pavimento. Un paio di statue di marmo, probabilmente copie di opere della Grecia classica, sono collocate nei due angoli posteriori. Vicino al grande camino, al centro, una antica pendola scandisce il passaggio del tempo con cupi rintocchi. A fianco del camino, illuminato da un occhio di bue, sta il Pozzo. Nel Pozzo galleggia un Cadavere, per cui si spiega il titolo dell'opera. Seduti sul bordo del Pozzo vi sono tre Popolani che giocano a tresette (col morto): essi non hanno alcun ruolo nella storia, ma sono stati inseriti per questioni sindacali. A circa due metri rispetto al pozzo, leggermente in avanti, un enorme pentolone sta bollendo, esalando per di più mefitici vapori. In mezzo a tutta questa roba si aggira un altero individuo, magro, scuro di capelli, chiaramente ambiguo, intelligente e cinico: è il Conte Arduino di Vallelonga. Il suo portamento fiero, che comunque trarrebbe giovamento dal non dover scansare continuamente statue, pendole, camini, pozzi e pentoloni lo identifica all'istante come l'erede dell'immensa fortuna dei Vallelonga. Egli armeggia con provette,ampolle, beute ed altri misteriosi alambicchi.

ARDUINO - (canticchiando il noto motivetto) Oh, che Bel Mestiere, fare il Fattucchiere... Aah... Ancora tre Gocce di Serpentilla Burocràta e la mia Pozione sarà perfetta. Ma si avvicina il Momento Critico! Devo controllare a che Punto è la Notte. (Sfodera dalla tasca un telescopio portatile riflettore catadiottrico Schimdt-Cassegrain da 14 pollici con oculare Plössl 50 mm e puntatore 60/800 rifrattore apocromatico con reticolo illuminato e comincia a scrutare il cielo) Per la coda della cometa di Halley! Marte è entrato nella Vergine...

UN POPOLANO - (tirando giù una carta) Che porco!

UN ALTRO POPOLANO - Magari senza nemmeno l'anticostituzionale!

IL RESTANTE POPOLANO - E quella poveretta poi si piglia il sierodispositivo! Che mondo...

IL CADAVERE - Scopa!

UN POPOLANO - Cretino, questo è Tresette.

IL CADAVERE - No, dicevo di Marte...

ARDUINO - (Con noncuranza pronuncia alcune parole magiche e i popolani precipitano nel pozzo, ricoperti di glassa al prosciutto) Manca un Solstizio all'Equinozio, secondo la Formula di Bonvi. Sì. Il Tempo è Venuto. (ripone il telescopio portatile riflettore catadiottrico Schimdt-Cassegrain da 14 pollici con oculare Plössl 50 mm e puntatore 60/800 rifrattore apocromatico con reticolo illuminato nella tasca e si appresta a versare un liquido oleoso nel calderone)

RUPERTO - (Entra strisciando, con il corpo ridotto a una specie di ameba in potacchio) Papà, papà!

ARDUINO - (Senza voltarsi) Non Mi rompere le Pelotas, Ruperto!

VOCE FUORI CAMPO - Che classe... un vero conte! Eh, abbiamo rimasti in pochi a non concederci alle suzioni del turpiloqquio.

ALTRA VOCE FUORI CAMPO PIUTTOSTO ROCA - (sta ancora guardando nella scena del secondo atto) Oddio, ma guardala! No, dico, ma la vedi? Cielo... si sta mollemente rotolando! Ossantapollinare in classe... Ma guarda, no, dico, guarda... che paio di peptoni... porterà almeno la...

VOCE FUORI CAMPO - A proposito, accendi la radio che mandano la Sesta di Beethoven.

RUPERTO - (insiste) Papà, papà.

ARDUINO - (sempre senza voltarsi) Non mi smazzolare il Sibemolle, Ruperto. Il Frantuma-alluci te l'ho regalato per la Cresima, lo Stritolapulcini l'ho comprato ieri a Quella Svendita (con lo Sconto del Trenta Percento) e ti ho detto che lo Sventralenticchie a Carburo Sincopato costa troppo!

RUPERTO - Ma papà...

ARDUINO - Basta! Ho da lavorare... Fila via, o ti tramuto in Ministro dei Rapporti col Parlamento!

RUPERTO - (filando via, proprio in senso letterale, tipo sottilette craft) Maledizione, proprio adesso che il mio terribile piano cominciava a funzionare... devo porre in atto la trama alternativa (esce)

ARDUINO - (versa il contenuto di un'ampolla nel calderone) Perfetto... con l'Aiuto di questa Pozione Potrò finalmente Raggiungere lo Scopo della mia Vita. ( Si volta a guardare una serie di ritratti appesi alle pareti) Padre, sarete finalmente soddisfatto di Me. La Stirpe dei Vallelonga, dopo Cotanta Attesa, giungerà finalmente ad assurgere allo Scranno che le spetta nell'ambito dei Nuovi Orientamenti indotti dall'Apertura delle Frontiere del Trattato di Maastricht e Nullo Homo Vivente potrà mentovarci senza Rispetto. Anche voi, Nonno, Bisnonno, Trisnonno, Tetranonno, Pentanonno, Esanonno, Eptanonno, Octanonno, Enneanonno, Decanonno, Kilononno, Meganonno, Giganonno, Teranonno e Adamo, sarete finalmente Soddisfatti!

UN POPOLANO - (emergendo dal pozzo) Per la miseria che ci pagano, era meglio restare in miniera.

UN ALTRO POPOLANO - Puoi dirlo forte!

IL PRIMO POPOLANO - (urlando) Per la miseria che ci pagano, era meglio restare in miniera.

IL CADAVERE - (scrollando il teschio) Vabbè...

ARDUINO - (parlando in un interfono) Plin Plon. Il Maggiordomo Marco Aurelio è urgentemente desiderato nel Sotterraneo. Il Maggiordomo Marco Aurelio è urgentemente desiderato nel Sotterraneo. Plon Plin.

MARCO AURELIO - (uscendo dalla solita pendola) Ma sanpiccione martire impiccato per le ascelle, tutto a me mi tocca fare in questa porca casa!?

ARDUINO - Sì, Mio Fido, ho biusogno del Tuo Aiuto.

MARCO AURELIO - (sorpreso) Ma sanpiccione martire impiccato per le ascelle, tutto a me mi tocca fare in questa porca casa???

ARDUINO - Proprio così, ce l'ho fatta!

MARCO AURELIO - (emozionatissimo, quasi con le lacrime agli occhi) Ma sanpiccione martire impiccato per le ascelle, tutto a me mi tocca fare in questa porca casa!!!

ARDUINO - Hai ragione, hai ragione... Ora preparati, sarai il primo uomo sulla Terra (e speriamo non anche l'ultimo) a sperimentare la potenza del mio filtro. Per la gloria dei Vallelonga!

MARCO AURELIO - (balzando sull'attenti e scattando nel saluto romano) Ma sanpiccione martire impiccato per le ascelle, tutto a me mi tocca fare in questa porca casa!

ARDUINO - (porge al maggiordomo un boccale colmo di liquido fumante) Bevi, dunque!

Marco Aurelio si porta alle labbra il boccale, mentre i popolani e il cadavere guardano a bocca aperta dal bordo del pozzo e in sottofondo si ode una musica eroica e piena di tensione. La scena si congela e si sente una maschia voce fuori campo.

MASCHIA VOCE FUORI CAMPO - Cosa succederà a Marco Aurelio? Quali oscure trame porterà avanti il bieco Ruperto? Arabella si rimetterà il reggiseno? A queste e a tutte le altre domande darà risposta il prossimo, incredibile, risolutivo, imperdibile Epilogo di "Il Cadavere nel Pozzo". Non vi allontanate! Non perdete il prossimo, incredibile, risolutivo, imperdibile Epilogo, perché esso risponderà a queste e a tutte le altre domande che possano esservi frullate per la cervìce. Tutto questo nel prossimo, incredibile, risolutivo, imperdibile Epilogo...

MARCO AURELIO - Forza un po', che mi sto anchilosando!

UN POPOLANO - Ehi, ha cambiato battuta.

ALTRO POPOLANO - Vorrà confondere l'avversario! Anche Panatta lo faceva...

IL CADAVERE - Ma andate a dar via il coccige!

MICIOMIAO - (Entrando) Miao!

Sipario. Musica eroica e piena di tensione.

EPILOGO

La scena si apre su una spiaggia signorilmente arredata. Arazzi e quadri tappezzano i muri, folti tappeti persiani coprono il pavimento. Un paio di statue di marmo, probabilmente copie di opere della Grecia classica, sono collocate nei due angoli posteriori. Vicino al grande camino, al centro, una antica pendola scandisce il passaggio del tempo con cupi rintocchi. Accanto alla pendola, sotto l'ombrellone, Marco Aurelio fa esercizi su una cyclette, mentre un po' più in là Arabella prende il sole in top-less...

UN POPOLANO - Che fa coi topi lessi?

ALTRO POPOLANO - Non ho capito.

IL CADAVERE - Che rottura di rotule.

Il Conte Arduino sta costruendo un castello di sabbia assieme a Giovanni, mentre Ruperto e Anna Laura pomiciano selvaggiamente sulla battigia, lasciandosi travolgere ritmicamente dalle onde

VOCE FUORI CAMPO - Che immagine poetica!

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - Maledizione, mi hanno legato girato dall'altra parte, ‘sti fetenti.

MicioMiao mangia una lisca di pesce e ogni tanto si arrota le unghie sulle gambe di un tizio legato all'ombrellone. Ad altri pali sono legati i Popolani, il Cadavere e le Voci Fuori Campo.

ARDUINO - Certo che potevamo pensarci prima!

GIOVANNI - Mi complimento con lei, signore, questa trovata è sicuramente da annoverare tra le migliori del lustro.

ARDUINO - Sì, sono stato proprio fico. Ehi, attento a quella torre che sta crollando! Metti un po' di sabbi asciutta sotto.

RUPERTO - (Staccando per un momento le labbra da Maria Laura) Arabè, senti un po'... ti è percaso avanzato qualche Atù?

ARABELLA - (girandosi pigramente sotto il sole) Guarda nella borsa di vimini, sotto all'olio solare...

RUPERTO - (si alza e va a rovistare in una borsa sotto l'ombrellone) Macché, qui c'è solo un asciugamanone azzurro.

ARABELLA - Scemo, quello è il reggiseno!

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - Maledetti! Sadici! Fatemi almeno guardare... (comincia a singhiozzare)

VOCE FUORI CAMPO - Eddai, in fondo non sono che due grosse ghiandole sudoripare altamente specializzate!

ALTRA VOCE FUORI CAMPO - CENSURA

L'AUTORE - (è il tipo legato all'ombrellone) Sentite, ragazzi, ora slegatemi, eh! Vi prometto di finire la storia senza più scemenze e di mandarvi tutti a casa con un bel premio... Dimenticheremo questo piccolo incidente, d'accordo?

MARCO AURELIO - Col cavolo! (scende dalla cyclette e prende carta e penna) Ora scriviamo una bella letterina a chi sappiamo noi, tu la firmi e poi vediamo che succede... Forza ragazzi! (si riuniscono tutti in cerchio intorno all'ombrellone) Allora, ecco qua... ´Egregio Regista, questa sottospecie di Autore è nelle nostre mani. Se vuole rivederlo vivo... ª

Dissolvenza, la scena si fa buia

VOCE DALL'ALTO - Colpo di scena! Riuscirà l'Autore a salvarsi? Pagherà il riscatto quel tirchione del Regista? Entreranno in scena l'FBI, la CIA, la DIA, l'ATAC, Dylan Dog e Topolino? Lo saprete nell'atteso seguito di questo spettacolo: "Il Ritorno del Cadavere nel Pozzo". Dalla prossima stagione nei migliori teatri e scantinati d'Italia.

Musica eroica e piena di tensione, tenebrosa.

Sipario.

Mario Villani