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Solo una favola

Conoscete gli sprite? No, non mi riferisco alle bibite. Nel folklore nordico gli sprite sono folletti alti una spanna. Hanno alucce, simili a quelle di una libellula, sulle spalle. Sono sostanzialmente buoni, anche se ogni tanto gli piace combinare qualche scherzo. Si tengono appartati dagli esseri umani, che temono: vengono visti di rado, anche perché possono rendersi invisibili a volontà e spesso girano armati di un minuscolo arco che lancia frecce imbevute di sonnifero - la loro unica arma.

Ho scritto tre brevi racconti che hanno per protagonisti gli sprite. Ecco il terzo: buon divertimento.

Dalla vecchia quercia uscivano grida e risolini. Lo sprite più anziano del piccolo gruppo si riassestò l'arco sulle spalle e in risposta allo sguardo interrogativo di Tellin disse: -É l'albero di una driade.-
-Oh.-
-Quando una driade trova un bel ragazzo che va in giro da solo, lo seduce e lo porta con sé nell'albero. Ci si diverte un po' e poi lo lascia andare.-
-Un po' quanto?-
-Non più di milleseicento anni.-
-Ah.-
Il gruppo proseguì volando lentamente. Passarono di fianco al ramo sul quale una scoiattolina stava lavorando per staccare una ghianda. Tellin si allontanò per avvicinare l'animaletto, la salutò calorosamente e le diede una grattatina sotto il mento, poi si affrettò per rientrare nel gruppo.
-Mi piacciono gli scoiattoli.-
-Perché non ne prendi uno per casa?-
-Mamma non vorrebbe. Dice che sporcano. E poi siamo già in tre in quella capannuccia.-
Passarono volando di fianco a un cespuglio di bluspino, e lo salutarono educatamente. La pianta fece un cenno d'intesa con le foglie.
-Yeltz?- chiese un po' incerto Tellin.
-Si?-
-Sai dirmi se ci sia una sorgente di frizzacqua non troppo lontano dal villaggio? Xira ne voleva assaggiare un po'.-
Yeltz si sollevò il cappellino di feltro verde (l'unico indumento che indossava) e si passò una mano tra i capelli: -Donne!-
-Non l'ha mai provata...- aggiunse apologeticamente Tellin.
Yeltz non rispose, e il piccolo gruppo di sprite proseguì il volo. Poco più avanti, però, mentre costeggiavano il brodo della foresta, un urlo li bloccò in volo.
-Cos'era?-
-Non lo so. Prudenza,- consigliò lo sprite anziano. E, per dimostrare che metteva i pratica i suoi stessi consigli, divenne invisibile. Tellin e gli altri lo imitarono. Poi tutto il gruppo si mosse lentamente verso la sorgente del suono.
Non appena aggirarono gli ultimi alberi del bosco, e furono in vista della strada poco lontana, l'origine del trambusto fu chiara. Un piccolo carro, che aveva a bordo tre esseri umani, apparentemente un uomo, una donna e una ragazzina, era stato bloccato da un altro uomo. Quest'ultimo, sporco e con una lunga barba che gli arrivava al petto, teneva arrogantemente una spada poggiata sulla spalla e stava dando ordini all'uomo del carro.
-Yeltz, tu capisci la loro lingua?- Sussurrò Tellin.
-Un po. Se stai zitto, almeno.- Rispose una voce vicina.
L'uomo sul carro, piccolo e con pochi capelli, aveva apparentemente preso una decisione. Senza perdere d'occhio il suo interlocutore armato, armeggiò con il fondo del sedile e ne estrasse una piccola sacca di cuoio. Fece per lanciarla, ma il brigante scosse il capo e disse qualcosa. L'uomo del carro scosse la borsa, dalla quale uscì un suono metallico. Il brigante disse qualcosa d'altro. L'uomo allora scese dal carro, gli si avvicinò e gli porse la borsa.
Il brigante, con un solo fluido movimento, spostò la spada da dove si trovava e colpì l'uomo del carro. Passarono alcuni secondi in cui sembrò che nulla si muovesse, poi l'uomo cadde e cominciò a sanguinare, e le due donne sul carro si misero a gridare.
Il brigante finì l'uomo, poi con la massima calma raccolse la borsa di cuoio e se la assicurò alla cintura.
-Yeltz?- Chiamò tesissimo il giovane sprite.
-Cosa vuoi?-
-Perché l'ha fatto? Era affamato?-
-Non credo. Non si mangiano tra di loro.-
La donna più anziana sul carro smise di gridare, e cercò di afferrare le redini. Il brigante con un solo salto bruciò la distanza che lo separava dal carro, vi montò e la minacciò con la spada. La donna, pallidissima, mollò le redini.
-E adesso cosa vuol fare?- Chiese Tellin, che non riusciva a stare zitto.
-Non lo so.-
Il brigante sporco si stava levando i calzoni.
-Vuole fare... quello?-
-Pare di si.-
-Ma non è primavera.-
-Loro lo fanno a tutte le stagioni.-
-Vuoi dire che ne hanno sempre voglia? Ma allora come fanno a concentrarsi su tutte le altre cose?-
Prima che Yeltz potesse rispondere, Tellin notò qualcosa: -Aspetta un momento. Le donne non vogliono!-
-Già,- rispose la voce stanca dello sprite anziano.
-Ma... ma...-
Il giovane sangue di Tellin sembrò andare in fiamme. Volando con la massima velocità verso gli uomini, sfoderò una freccia dalla minuscola faretra che portava sulle spalle, incoccò e scoccò. Il brigante, che stava strappando i vestiti alla donna più anziana, si portò una mano dietro la nuca come se un insetto l'avesse punto, poi cominciò a girarsi.
E crollò in avanti, con gli occhi sbarrati, quando il sonnifero degli sprite fece il suo effetto.
La ragazzina, che non aveva smesso di urlare per tutto il tempo, con voce sempre più fioca, smise. La donna si scrollò di dosso il corpo privo di sensi del brigante, poi notò la piccola freccia nel suo collo e disse qualcosa con voce interrogativa.
Tellin pensò che la donna voleva sapere chi l'aveva salvata, così divenne visibile.
La donna gettò un urlo, e fece uno strano gesto con la mano destra, toccandosi la fronte, poi il petto e le spalle. Tellin, a quel cenno, si sentì divenire molto debole, e svolazzò all'indietro. poi si sentì afferrare dai suoi amici, che lo portarono via mentre lui cadeva svenuto.
Rinvenne più tardi, nella sua capanna. Yeltz era chino su di lui con aria preoccupata.
-Yeltz...- disse Tellin con voce impastata.
-Parleremo dopo, Tellin. Adesso dormi un po'.-
Tellin scrollò il capo e si mise a sedere: -No. Adesso. Dimmi una cosa: sono tutti così?-
-Più o meno.-
-Ma è terribile. Nemmeno... nemmeno... nessuno è così.-
-Lo so.-
-Io... io sono felice che qui non si vedano mai.-
-Anch'io, figliolo. Ma non devono preoccuparti, sai.-
-Perché?-
-Ma è naturale. Si uccidono senza quasi un motivo. Sono dei grossi bruti con poca intelligenza. Vogliono solo rubarsi l'un l'altro le poche cose che hanno. Io credo che siano destinati a scomparire. Penso che tra qualche secolo di loro resterà solo qualche traccia nelle storie e nelle fiabe.-
Tellin lo sprite cedette alla stanchezza e cadde in un sonno profondo.