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L'almanAkko

Il Tarlo Mentale numero 20 non uscì mai. Un incidente di percorso ne distrusse tutti i file poco prima della pubblicazione - e fu la fine. Io ho conservato copie dei miei quattro interventi, che appaiono qui per la prima volta.

Qualcuno mi chiede perché ripubblico i miei vecchissimi pezzi umoristici -- scritti, magari, vent'anni fa. Il motivo è qui, in questa introduzioneall'ultimo Tarlo Mentale.

Non posso non stupirmi, a ogni nuovo numero. L'abbiamo fatto di nuovo. Anche se siamo ormai quasi tutti alle soglie della trentina, e tutti abbiamo cose "più serie", e "migliori" da fare, abbiamo prodotto un altro numero della fanzine. Vero: dieci anni fa producevano un numero ogni tre mesi, e adesso siamo soddisfatti se riusciamo a farne due all'anno (di solito non ci riusciamo). Però il Tarlo Mentale è sempre vivo, e questo la dice lunga su quanto certa gente proprio non voglia convincersi di non essere più ragazzina.
Del resto, noi Tarlati - ingegneri e dottori, giornalisti e insegnanti, programmatori e attori; lo dico perché un'anima buona non molto tempo fa recensendoci ha scritto che siamo probabilmente una masnada di ragazzetti e studentelli - continuiamo ad apprezzare un buon libro di fantascienza o di fantasy, a leggere i fumetti, e a scrivere scemenze. Ci mandiamo cartoline d'estate intestate "vecchio porcello", e anche se ormai siamo dispersi un po' in tutta Italia troviamo il modo di incontrarci il sabato sera per giocare a Dungeons and Dragons o perlomeno a Risiko, e se proprio non si può magari ci incrociamo (è il caso di Mariozzo Villani, che sta a mezza Italia di distanza) due volte l'anno per qualche giorno.

Cuore avremmo voluto inventarlo noi - e avremmo anche potuto farlo, mannaggia - e del resto cose analoghe a "Niente resterà impunito" o a "Cronaca vera" noi le facevamo già nel 1984. Invece vendiamo qualche tonnellata di linoleum al giorno, o organizziamo spettacoli teatrali per bambini e li portiamo in giro per l'Italia, o scriviamo programmi mostruosi che debbono gestire grandi magazzini dell'hi-fi, o teniamo corsi, o pubblichiamo libri.
E mentre facciamo tutto questo, ogni tanto ci viene un'idea graziosa. Allora ridacchiamo un po', smettiamo di fare quello che stiamo facendo, corriamo davanti alla tastiera del calcolatore più vicino e buttiamo giù un articolo per il Tarlo Mentale. Anche se non sappiamo quando uscirà il prossimo numero. Anche se abbiamo cose più urgenti, più serie, (molto) più remunerative da fare.

Scusate questo apologo non richiesto, ma sentivo il bisogno di far capire cosa c'è dietro queste paginette fotocopiate, che non cambieranno il mondo e che raggiungeranno se va bene duecento persone, ma che ci piace tanto fare.

IL DIRETTORE IRRESPONSABILE

MisterAkko