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Han craccato il DVD

Amo i giocattoli digitali. Così, sono stato uno dei primi trentamila italiani a portarsi a casa un lettore DVD, i nuovi dischi (sembrano CD, ma sono molto più densi e ricchi di informazioni) che permettono di vedere film di altissima qualità sullo schermo della TV di casa.

Ne sono pazzamente innamorato: quando avete visto un DVD, la sola idea di guardare ancora un film in videocassetta vi farà ribrezzo. C'è una differenza come dall'oro al ferro. (Tra l'altro, se accettate un consiglio, pensateci per Natale: ormai è possibile trovare ottimi lettori di marca da 700.000 lire in su).

Il contenuto dei un disco DVD è compresso e su esso viene applicata la crittografia, per evitare che sia possibile farne copie digitali da guardare sullo schermo di un computer. Una clausola imposta dalle case cinematografiche, ché altrimenti non avrebbero suportato il nuovo formato.

Questa settimana un gruppo di studenti norvegesi è riuscito a comprendere il sistema usato per l'encrittazione: hanno pubblicato le specifiche e persino un programmino per PC che legge un DVD e lo esporta in formato MPEG.

Il genio è uscito dalla bottiglia: da oggi in poi copiare un film in DVD è facile quanto copiare un Cd audio. L'unico problema sta nell'avere un disco scrivibile con spazio a sufficienza: un film in alta qualità può richiedere sei o sette GB di spazio.

La cosa mi fa immenso piacere. Badate bene: in vita mia non ho mai duplicato una videocassetta, e solo una volta ho usato il mio masterizzatore CD-R per copiarmi un disco (era un CD di canzoni russe per bambini che mai avrei potuto acquistare).

Ne faccio, invece, quasi una questione di principio: quindici anni di vita con i computer dovrebbero averci insegnato che la protezione del software (un film digitale è software, dopotutto) serve solo a rompere le scatole alla gente per bene e agli utenti legittimi. I pirati una scappatoia la trovano sempre. E la protezione del software non serve: chi lavora in quel campo può guadagnare benone anche senza di essa. Non ci credete? Guardate Bill Gates, signori degli studios di Hollywood.