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WWDC

Si è svolta nel trascorso week end la annuale conferenza per sviluppatori Apple, WWDC. Grande evento, grande massa di informazioni sul venturo Mac OS X, gran quantità di fesserie scritte dalla stampa d'oltreoceano. Peggio ancora quella di casa nostra.

Scheletro nell'armadio numero uno: la stampa era accettata gratuitamente alla WWDC nel primo giorno del convegno, quello in cui Steve Jobs ha salutato i presenti e tenuto un discorso introduttivo. Dal secondo giorno le presentazioni erano aperte solo a chi avesse pagato la quota di iscrizione, mille e più dollari. Per... ahem... qualche motivo, la maggior parte dei reportage si fermava alle comunicazioni della prima giornata.

Scheletro nell'armadio numero due: Apple Computer in passato pagò spesso il viaggio sin là per alcuni giornalisti italiani. Con la speranza che poi parlassero e scrivessero bene delle tecnologie Apple. Quest'anno la cosa non è accaduta (anche perché non c'erano presentazioni di nuovi prodotti hardware concomitanti). Quindi i reportage italiani che trovate sulla stampa e sui siti di settore sono minestra riscaldata: qualcuno si è letto i reportage degli americani e ne ha tirato fuori articoli in italiano.

C'è da stupirsi che errori, imprecisioni e incomprensioni abbondino?

Ve ne cito un paio. Qualcuno ha scritto "scandalo: Apple non promette più di preinstallare Mac OS X su tutte le nuove macchine a partire dal 2001". Peccato che Apple non l'avesse mai promesso. Nessuno ha scritto: "scandalo: in Mac OS X se cambiate il nome di una applicazione, o della cartella che la contiene, dopo, l'installazione, allora quella applicazione smette di funzionare".