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Aria buona a Bellaria

Mentre scrivo queste righe sono appena tornato da Bellaria (Rimini), dove si è concluso sabato sera l’evento “Digital Culture” con la sponsorizzazione di Apple. Qualche commento, se non a caldo, perlomeno “a tiepido”. L’evento era marcato Apple ma la platea non era una platea esclusivamente di piattaforma: un breve sondaggio informale durante l’incontro che mi vedeva protagonista ha trovato che un terzo circa della platea era abituale utente Windows. L’evento è stato di buon livello, le conferenze seguite con sale spesso piene, gli stand decisamente affollati. Ho ficcanasato, nel poco tempo libero dalle “prestazioni ufficiali” in un paio di altre conferenze e le ho trovate di buon livello. La presentazione ufficiale al pubblico di FileMaker Pro versione 5.5 ha poi costituito un momento di sincero interesse grazie all’anteprima.

Il pubblico evidentemente apprezza la possibilità di trovare, tutti chiusi all’interno del medesimo spazio, i maggiori operatori del nostro settore. Chi ha letto il mio articolo d’opinione, “L’ora X”, sul numero di Macworld Italia in edicola mi ha sentito esprimere un parere che questa manifestazione conferma in pieno. Gli utenti professionali in generale e gli utenti Macintosh in particolare sono un pubblico educato, esigente e bene informato, che è disposto a comprare parecchie riviste, leggere diversi siti, dedicare tempo a tenere il passo con l’evolversi delle tecnologie.

In passato, in Italia si erano tenute edizioni locali del Macworld Expo, una fiera (solo lontanamente imparentata con l’omonima rivista) che aveva incontrato analogo successo e che si teneva a Milano. È stato un peccato che sia stata a suo tempo boicottata da Applicando, che inaugurò una contromanifestazione, costringendo Apple (per non dimostrarsi parziale) a non partecipare a nessuno dei due eventi e provocando una fuga di espositori -- non tutti potevano permettersi di apparire a pagamento a due manifestazioni-fotocopia. Credo che la manfestazione di Applicando, che alla fine provocò la morte di entrambe le fiere, sia stata l’unica mossa davvero molto debole della gestione Gimondi, forse il miglior direttore di Applicando di tutti i tempi.

Scrivo queste cose qui, sul mio sito e in forma privata, perché se esprimessi queste sincere opinioni sulle pagine di Macworld sembrerebbe che io voglia per qualche motivo e in qualche modo tirare l’acqua al mulino di IDG e di Macworld stessa.

Lunga vita a Digital Culture e a Bellaria, dunque. Magari il prossimo anno con una organizzazione migliore, se si può, e magari aperta anche la domenica -- un visitatore mi ha fatto cortesemente notare che non tutti i potenziali visitatori sono liberi di muoversi il sabato.

Potete leggere l'articoloL'ora X sul sito di Macworld Italia per qualche giorno.