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Quel che Steve non dice

Torno in questo istante (la tarda serata di martedì 9 gennaio, per me che scrivo) da Cologno Monzese, sede italiana di Apple, dove ho assistito in diretta via satellite al discorso di Steve Jobs. Il Nostro, come di consueto, ha aperto il Macworld Expo di New York con una sfilza di annunci.

Già in questo momento il web è ricco di ripetizioni, sintesi e riepiloghi di quegli annunci. Io credo che il mio ruolo nell’ecosistema Macintosh non sia quello di fare l’ennesima voce nel coro, e quindi non ripeterò qui quelle notizie. Guardatevi Macity: sono sul posto, sono veloci salvo qualche sbavatura dovuta alla logistica, sono più che ragionevolmente precisi.

Il mio ruolo nell’ecosistema, io credo, è di far notare le cose dette tra le righe, le cose dette di fretta, le cose non dette ma implicate. Tra qualche giorno, quando avrò modo di consultare le mie solite fonti, sarò anche in grado di raccontarvi le cose taciute -- ne riparliamo nel fine settimana, direi.

Cominciamo oggi stesso con le cose dette di fretta e che vale la pena di sottolineare.

Mac OS X: da luglio sarà preinstallato sui Mac nuovi. Vuol dire che gli sviluppatori hanno sei mesi di tempo, non più, per rendere nativi i loro software e per scrivere i driver delle periferiche. Una decisione forte, da parte di Apple. Ancor più forte se pensate che Jobs ha scelto di non citare neppure la disponibilità dell’aggiornamento Mac OS 9.1.
Mac OS X incorpora il protocollo PPPoE, ha detto Jobs: questo significa che è immediatamente pronto per sfruttare le connessioni verloci ADSL alla massima velocità possibile. Mac OS X incorpora QuickTime 5: e questo significa che lo sviluppo della nuova versione è quasi completo. Io immagino che OS X si appoggi a QuickTime anche per mostrare i DVD a video e che sia questo il motivo per cui nella Beta Pubblica non c’è traccia dell’applicazione “DVD Player” che conosciamo sotto Mac OS classico.

I nuovi G4: i due modelli più veloci sono gli attesi “G quattro e mezzo”, con il processore reingegnerizzato. Cambia interamente la circuiteria interna: è la cosiddetta architettura UMA2 che ci possiamo aspettare significativamente più veloce in molte cose a cominciare dal trasporto di dati all’interno del sistema e dall’accelerazione grafica. Altivec (il “velocity engine” che Jobs ama sbandierare) è due volte più veloce, perché ci sono due unità Altivec parallele anziché una sola. Le macchine nuovo sono tutte monoprocessore, probabilmente anche perché Motorola consegna ancora pochi processori del nuovo tipo. Ah, scommetto che Mac OS X Beta Pubblica non girerà sulle nuove macchine, perché non riconosce l’architettura UMA2.

Le nuove applicazioni: iTune è liberamente scaricabile, ma mancano ancora i driver per i lettori CD-R e CD-RW che tutti noi possediamo. iDVD è davvero notevolissima, ma per ora è riservata solo ai fortunati possessori di un G4 ammiraglia.

Il nuovo PowerBook Titanium è un miracolo di ingegneria. Il paragone impietosamente portato da Jobs con i Sony Vaio (che sino ad oggi ritenevo i migliori portatili al mondo) la dice lunga. Quasi altrettanto interessante, e ormai alla portate delle tasche di quasi tutti, è il display ultrapiatto da quindici pollici. Scende del ventun per cento nei prezzi rispetto a ieri.