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ESCLUSIVO! È finalmente dimostrato che in Italia per fare il giornalista il cervello non serve più, anzi è un impiccio.

La storia: si riunisce a Roma il consiglio dei direttori di ICann. È questo uno degli enti senza scopo di lucro per l'autogoverno di Internet. La prima decisione da prendere è il metodo da utilizzare per consentire l'uso di qualsiasi carattere nei nomi dei siti web. Per esempio, oggi non è possibile chiamare un sito web "www.qualità.it", e neppure "www.señorita.es" e tantomeno usare caratteri non latini. Chi ha letto il capitolo uno del mio libro sa tutto: per gli altri, basti dire che oggi nei nomi di sito sono accettati solo i caratteri che trovate su una tastieraq statunitense.

Era tanto difficile da spiegare? A me non sembra. Ecco però che cosa trovo scritto su "Il Giornale" di oggi.

Già disponibile una prima anticipazione: tutte le lingue che utilizzano caratteri diversi da quelli latini (il cirillico, l?arabo, ma anche il tedesco per via della ?umlaut? o dieresi), potranno utilizzare su Internet il proprio alfabeto, mantenendone quindi tutte le specificità, mentre fino ad oggi erano validi solo i caratteri dall?A alla Z.

Non è delizioso? L'ignorante (nel senso di "ignorare", beninteso...) che ha scritto questa corbelleria butta giù un paragrafo la cui prima parola è "già", che contiene una lettera (la "à") che NON fa parte dell'alfabeto latino base (proprio come è il caso della ü, lettera con la dieresi), lo pubblica su Internet e senza neppure tirare il fiato scrive che quella lettera oggi non si può usare su Internet.

Inserite qui una vostra battuta personale sui giornalisti in generale e su quelli de "Il Giornale" in particolare.