DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Se non li puoi battere...

Le grandi case discografiche hanno accolto il formato MP3 con una levata di scudi: è insicuro, favorisce la pirateria della musica, è incontrollabile. Il successo di MP3 è però incontestabile. Un famoso talent scout italiano ha deciso di fare leva sul fenomeno.


Un orecchio per la musica

Il nome di Angelo Carrara è molto famoso tra quanti si occupano professionalmente di musica. Discografico di talento, per vent’anni con Trident, Carrara è soprattutto noto per la sua attività di talent scout: negli anni ha portato alla luce talenti di primo piano come Alice, Battiato, Pierangelo Bertoli, Finardi, Ligabue e i Timoria. Oggi Carrara dirige una piccola casa discografica, la Target. Negli scorsi mesi chi scrive ha avuto modo di fare parte di un griuppo di lavoro che ha realizzato il sito della casa, www.targetmusic.it.

Il progetto TargetMusic prevede che sul web sia consultabile il catalogo completo di tutti gli album realizzati da ciascun artista della scuderia. Per ogni album verrà offerta una anteprima di almeno una canzone. L’anteprima non comprenderà un intero brano musicale ma solo una porzione, per motivi squisitamente economici. La Società Italiana Autori ed Editori, infatti, pretende il versamento di una tariffa per la pubblicazione di musica sul web, anche quando la musica è di propria produzione. La tariffa dipende dalla durata dei brani offerti al pubblico e dallo scopo (vendere i brani richiede una somma più alta di quella pretesa da chi si limita a offrire gratuitamente la musica).


Maestro, musica!

La musica può venire introdotta sul web attraverso una miriade di formati. Lo standard HTML non comprende audio -- quindi è necessario affidarsi a un plug-in installato nel browser utilizzato dai visitatori al nostro sito, oppure offrire un file da scaricare. Sul sito Target abbiamo deciso di seguire entrambe queste strade. Il primo formato offerto è lo MP3, ormai popolarissimo (secondo alcune statistiche diffuse dal motore di ricerca Altavista, la parola “MP3” è oggi la seconda più gettonata sul Web -- subito dopo “sesso”...)
Non tutti i visitatori, però, possiedono la applicazione necessaria per ascoltare gli MP3 e, soprattutto, non tutti sono disposti a pazientare il tempo necessario a scaricare un file prima di ascoltarselo. Si tratta dunque di scegliere quale formato di file, e quindi quale plug-in, utilizzare per l’audio ascoltabile direttamente sul Web. Una scelta delicata: perché può alienare molti visitatori (vedere “Il dilemma dei plug-in”).
Per il sito Target, una prima importante decisione è stata quella che ci ha fatto restringere il campo ai soli formati che permettono lo streaming -- ovvero ai file musicali che possono già venire ascoltati mentre l’utente li sta ancora scaricando. Il nostro responsabile audio, Stefano Mascheroni, ha scelto di utilizzare Macromedia Flash, perché con esso è semplice associare all’audio anche una grafica e una animazione, poco pesante ma esteticamente gradevole. Nella decisione abbiamo tenuto conto del fatto che la penetrazione di Flash è oggi migliorata: anche gli utenti di Apple QuickTime 4.0 possono infatti fruire direttamente dei file Flash, purché vengano realizzati con certi canoni. (La compatibilità di QuickTime 4 con Flash non è assoluta: per esempio, il sito www.elioelestorietese.it non è fruibile dagli utenti di QuickTime 4).
È stato realizzato un piccolo pannello di controllo che mostra la progressione del brano, dall’inizio alla fine, con una animazione. Quando il visitatore sceglie di ascoltare la musica, il pannello si apre in una finestra secondaria. Questo evita ai visitatori che non dispongono di un plug-in Flash-compatibile di avere problemi.


Più forti sul web

Mettere oltre vent’anni di storia e di carriera sul web non è facile e neppure economico. La scelta di Carrara è però lungimirante: non un sito tutto-e-subito ma una creatura fortemente desiderata che nasca e cresca lentamente. Le opportunità, dopo tutto, sono molte. Una realtà come quella di Target Music nasce caratterizzata da tre interfacce -- perdonate l’uso improprio di un termine informatico. C’è il pubblico, naturalmente, ma ci sono anche gli addetti ai lavori e gli artisti da una parte; le grandi case discografiche dall’altra. La distribuzione di un album nei negozi di musica passa necessariamente attraverso le majors. La presenza sul web può fare qualcusa di utile per ciascuna di queste tre interfacce.
Il sito nasce, certamente, come pubblica vetrina per quella scuderia di giovani talenti che è Target. Ma è solo l’inizio. Il formato MP3 permetterà ai giovani artisti di presentarsi e di sottoporre le loro prime opere al talent scout -- al posto delle tradizionali audiocassette che normalmente vengono inviate per posta nella speranza di catturare l’orecchio di un discografico.
MP3 verrà fatto fruttare anche nella direzione opposta: la Target è in contatto con una gran quantità di omologhi stranieri. Presentare un proprio artista agli addetti ai lavori stranieri oggi non è facile. Il sito Target, invece, contrerà una sezione “professionale” ad accesso riservato. I partner di Angelo Carrara potranno accedervi grazie a una password e scaricare i brani completi per valutarli.
In un futuro non vicinissimo è anche possibile che la vendita diretta di musica sull’Internet divenga possibile. Prima che ciò accada dovrebbero imporsi formati sicuri, come quello che IBM ha proposto in alternativa a MP3. Se accadrà, però, un protagonista come Target Music potrà disintermediare e proporsi direttamente ai consumatori attraverso il suo sito Web. Non si tratta, come accade di solito su Internet, semplicemente di un tentativo di liberarsi di un anello della catena che unisce produttori e consumatori per realizzare risparmi economici. Nelle parole di Carrara stesso: “le grandi case discografiche, le major, oggi sono ancora più grandi. E, come tutte le grandi società, qualche volta dimenticano la dimensione umana e l’attenzione per le piccole cose. Io penso che le major oggi non riescano a seguire in modo efficace i giovani artisti, le nuove promesse”.


Il dilemma del plug-in

Prima di inserire sul web materiale che richieda, per venire fruito, l’uso di un plug-in è bene domandarsi quale percentuale di visitatori possiederà il plug-in. Le ricerche infatti dimostrano che meno del cinque per cento dei visitatori, quando incontra un sito che richiede un plug-in non posseduto, si prende davvero la briga di scaricarlo. La stragrande maggioranza dei visitatori preferisce invece allontanarsi dal sito.
Secondo la società di ricerche StatMarket (www.statmarket.com), che nel mese di maggio scorso ha analizzato il flusso dei sette milioni di visitatori di oltre 89.000 siti partecipanti al sondaggio, i formati di file fruibili via plug-in più popolari sono:
Riproduzione di audio (via LiveAudio) 81,21%
Filmati digitali (via AVI) 73,71%
Multimedia digitale (via QuickTime) 71,38%
Macromedia Flash 60,72%
Macromedia Shockwave 32,83%
Adobe Acrobat 30,17%
RealPlayer 27,47%

Una cifra spesso citata vorrebbe una penetrazione di Shockwave Flash al 77% del pubblico. Si tratta però del risultato di una ricerca condotta su un campione di soli 1.675 utenti condotta da King, Brown & Partners per Macromedia stessa. Noi reputiamo più credibile la cifra riportata sopra.

Luca Accomazzi


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.