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Perché fare un sito?

Perché no? Ho passato gli ultimi anni a fare siti per i miei clienti, mi sembrava il caso di studiarne uno per me.

O, più seriamente...

Ho acquisito una certa piccola notorietà come giornalista. Di riffa o di raffa, posso venire considerato il più famoso Mac-giornalista d'Italia. E ho pubblicato tanto, tanto materiale anche su riviste non Mac.

Dopo quindici anni di onorata carriera mi ritrovo con una bella quantità di materiale. Quattro libri, cinquecento articoli, una quantità smodata di software. Ho pensato di buttare tutto ciò sul web, un po' per volta (quello che vedete qui è solo l'inizio - vi consiglio di tornare a visitare queste pagine almeno una volta alla settimana).

Tutto questo lavoro per hobby?

Uh, non fino in fondo. Ho qualche idea in testa.

Potrebbe anche darsi che, se io riesco a mettere in linea una certa quantità di buon materiale, gli accessi a questo sito diventino numerosi. In questo caso, potrei forse trovare uno sponsor o due, infilare qualche banner pubblicitario, e ripagarmi in parte del lavoro che è stato necessario per mettere in piedi queste pagine.

Per la verità, però, non è che ci faccia molto affidamento. L'idea vera è un po' più distante nel tempo.

Esistono in Italia almeno un centinaio di persone (Dio le benedica!) che comprano qualsiasi rivista sulla quale appaia un mio articolo. Lo so, me l'hanno scritto. Presumibilmente esiste (parecchia) altra gente che, senza mettere troppa enfasi sull'autore, trova la mia divulgazione piacevole, i miei corsi interessanti, i miei tutorial comprensibili. Se così non fosse, io non riuscirei a piazzare i miei articoli sulle riviste che, invece, mi pubblicano regolarmente.

Oggi tutte queste persone sborsano diecimila lire per portarsi a casa un pacco di carta.

Non sarà oggi. Non sarà domani. Prima o poi però diventerà possibile comprare un articolo sul Web. Se quei cento fedeli lettori mi pagassero duemila lire per ogni mio articolo, diciamo una volta alla settimana, io potrei incassare ottocentomila lire al mese in abbonamenti. Aggiungete altrettanto da tutti il resto del pubblico, irregolare, messo assieme. Non ci camperei, ma non sono neanche noccioline. I lettori avrebbero la loro dose regolare d'Accomazzi, servita fresca fresca sul Web o per posta elettronica. Perché no?

Allora vuoi cornificare la carta stampata?

Prima di andare in pensione, sì. Per adesso è solo una vaga possibilità. E, per carità, non ditelo a Enrico Lotti (il direttore di Macworld Italia ;-).

Hai altro da dichiarare in tua discolpa?

Solo qualche vaga sensazione.

Io ho vissuto in prima persona il boom della microinformatica individuale (dei personal computer, insomma), dal 1981 al 1997. Sono perfettamente convinto che il 1998 sia l'anno iniziale di un boom della telematica - Internet ma non solo Internet.

Così, ho pensato di cominciare a costruirmi un caposaldo, un avamposto nel ciberspazio.

Male non fa.